Vecchio depuratore, incubo smaltimento

Pescasseroli, Di Pirro (Prc): «Vogliamo sapere come sarà eliminato e se l’area verrà bonificata»
PESCASSEROLI. Dopo l’entrata in funzione del nuovo depuratore di Pescasseroli e Opi, interviene la segreteria provinciale del Partito di Rifondazione comunista che plaude all’iniziativa, ma chiede che fine farà il vecchio impianto che si trova sempre nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
«L’inaugurazione e la immediata, si spera, messa in funzione del nuovo depuratore a servizio dei comuni di Opi e di Pescasseroli», scrive il segretario Silvano Di Pirro, «è una notizia positiva per tutto il nostro territorio, per la nostra salute, per il fiume Sangro e per il lago di Barrea. Meglio tardi che mai. Ma ora sorge un altro problema legato al vecchio e obsoleto depuratore comunale. Come verrà demolito e smaltito? Come verrà bonificata quell’area circondata da campeggi, aziende artigianali e agricole? E da chi verranno sostenuti i costi di queste operazioni visto che né il progetto né il computo metrico del nuovo depuratore prevedeva tali capitoli? Auguriamo lunga vita al nuovo depuratore e speriamo che il vecchio non diventi negli anni un eruttatore di gas nocivi all’uomo e all’ambiente».
Il nuovo impianto, ubicato in località "Peschiera", è stato realizzato in un contesto naturale protetto, a oltre mille metri di quota, adottando le migliori soluzioni per minimizzare l'impatto ambientale.
È progettato per funzionare in maniera modulare rispetto al carico e servirà, nei periodi di maggiore presenza turistica, oltre 12mila abitanti.
Alla recente cerimonia di inaugurazione dell’impianto sono intervenuti, tra gli altri, oltre ai vertici regionali, anche i sindaci di Pescasseroli Luigi La Cesa e di Opi Berardino Paglia. (m.lav.)
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