Veleni sottoterra, tre indagati a Celano

5 Maggio 2018

Scoperti scarti dell’ex zuccherificio e amianto su un’area di 43 ettari. Inchiesta anche sulla realizzazione del crossodromo 

CELANO. Uno degli investigatori ha raccontato che più si scavava e più il terreno sputava fuori rifiuti, anche a quattro metri di profondità. Sputava fuori amianto del tipo crisotilo e crocidolite. Oppure si scoprivano concentrazioni di idrocarburi superiori ai limiti di legge. E, ancora, gli scarti riconducibili alle lavorazioni nell’ex zuccherificio. Una montagna di veleni, secondo l’accusa, sparsi per decenni su un’area di 427.786 metri quadrati – poco meno di 43 ettari – a ridosso dei campi del Fucino.
Tre gli indagati al termine di mesi e mesi di indagini portate avanti dai carabinieri per la tutela ambientale di Pescara. I militari del Noe hanno consegnato un dettagliato rapporto al sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato che coordina l’inchiesta. Le accuse, tutte da dimostrare, riguardano Valter Angelo Specchio, 64 anni, per 9 anni responsabile amministrativo ambientale e attuale dirigente dell’area riqualificazione urbana del Comune di Celano, Federico D’Aulerio, 56 anni, dirigente dello stesso Comune fino all’anno scorso ed ex sindaco di Ortucchio, Giovanni Cervellini, 69enne di Avezzano, ex direttore dello zuccherificio Sadam di Celano.
Specchio e D’Aulerio sono accusati di reati che vanno dal disastro ambientale, all’omessa bonifica della discarica, fino alla realizzazione e alla gestione illecita di una discarica di rifiuti urbani pericolosi e non pericolosi e di rifiuti speciali non pericolosi. Entrambi, inoltre, sempre secondo l’accusa, sono ritenuti responsabili di illeciti per consentire la realizzazione del crossodromo, impianto realizzato nella stessa zona della discarica. Cervellini, invece, è accusato di concorso nella realizzazione e gestione illecita di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi.
L’area in questione si trova in località Cese di San Marcello e ha ospitato una vecchia discarica. Gli accertamenti dei carabinieri del Noe di Pescara, agli ordini del maggiore Antonio Spoletini, sono scattate nell’inverno 2014. Due anni dopo l’area è stata sottoposta a sequestro preventivo su disposizione del gip del tribunale di Avezzano. Gli investigatori ipotizzano che nei terreni siano finiti oltre un milione e 100mila metri cubi di rifiuti, in gran parte interrati e solo in piccola parte abbandonati in superficie. I campionamenti sono stati eseguiti in sei differenti aree. Le analisi hanno dimostrato anche l’illecito interramento di scarti di lavorazione dello zuccherificio. Una bomba ecologica tra le più a rischio in Abruzzo, sempre secondo gli uomini del Noe, con il presunto coinvolgimento degli organi di governo del territorio. Nel maggio 2016, dopo un accordo fra Comune di Celano, Procura di Avezzano e carabinieri del Noe di Pescara, erano iniziati gli interventi per la bonifica in superficie nella zona dell’ex discarica di San Marcello. Operazione affidata all’azienda dei rifiuti Aciam.
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