Velino vietato, è polemica «Si penalizza il turismo»

Soccorso alpino e Gev Magliano contro il provvedimento voluto da Massa d’Albe «Ci sono stati incidenti gravi su altre montagne, ma non sono state chiuse»
MASSA D’ALBE. Continua a far discutere l’ordinanza emessa dal Comune di Mass d’Albe. Tra divieti e restrizioni, infatti, il Velino, o almeno una parte del massiccio, rischia di diventare meta per pochi, con inevitabili ripercussioni sul turismo montano e una fetta di economia del territorio. Dopo il vice presidente del Cai di Avezzano, Gianfranco Gallese, a bocciare l’ordinanza sono anche il responsabile della stazione avezzanese del Soccorso alpino e il presidente del Gruppo escursionisti del Velino di Magliano de’ Marsi. Il provvedimento vieta l’accesso ai sentieri 8 (Valle Majelama), 7 e 7A (Monte Cafornia) e 9 (Peschio Rovicino) della Riserva naturale orientata Monte Velino dal 15 novembre al 30 aprile. Mentre per il solo sentiero 8, teatro della tragedia del Velino, sono previste esclusivamente escursioni guidate dal primo maggio al 15 agosto ed escursioni libere, ma autorizzate dal 16 agosto al 14 novembre ad un massimo di 30 persone. Bisogna ricordare, inoltre, che dal 15 febbraio al 15 agosto Valle Majelama è interdetta per la nidificazione dell’aquila.
«Un’ordinanza dove non si ravvedono i criteri di urgenza e contingenza», per Fabio Manzocchi del Soccorso alpino di Avezzano, «infatti si chiude nel mese di agosto per via del pericolo valanghe senza nemmeno sapere se il prossimo inverno sarò nevoso oppure no. Decisione», prosegue Manzocchi, «presa nell’ambito di un tavolo tecnico al quale era auspicabile invitare gli Enti preposti quali il collegio delle Guide alpine e il Soccorso alpino Abruzzo vista la portata della decisione. Una decisione che avrà una ripercussione anche sul sistema turistico. La montagna», conclude il responsabile della stazione avezzanese del Soccorso alpino, «dovrebbe essere fruibile per tutti. Ci deve essere educazione alla sicurezza in montagna e non divieti che non hanno risvolti positivi».
Non condivide la chiusura anche il presidente del Gev di Magliano, Giovanni Di Girolamo: «Un ambiente chiuso è un ambiente destinato a sparire. La montagna è la nostra ricchezza. La montagna è di tutti. La montagna non va identificata come un mostro. Anche su altre montagne si sono verificati incidenti gravi, ma non per questo sono state chiuse», sottolinea Di Girolamo, «e che dire delle strade in cui si verificano tanti incidenti che non vengono chiuse per questioni di sicurezza o incolumità. Forse si potevano adottare soluzioni meno drastiche o cogliere altri aspetti, come ad esempio quello di educare e gestire le persone che vogliono andare in montagna anche attraverso le varie associazioni del territorio circa le cautele da adottare, i giusti equipaggiamenti per ogni scenario e non ultimo», conclude il presidente del Gev, «il fattore meteo».
A proposito di sicurezza in montagna, nei giorni scorsi, è stato siglato un protocollo tra Comune di Avezzano, associazioni di categoria, dirigenti scolatici e autorità civili e militari per insegnare agli studenti a frequentare la montagna in sicurezza, affinché una tragedia come quella del Velino non si ripeta mai più. Tanti i contenuti che ragazzi e ragazze potranno far propri durante le 30 ore di formazione teorica e pratica: dagli elementi di primo soccorso alla pianificazione di un’escursione, dalla scala di pericolo delle valanghe alla topografia, con un occhio attento alle possibilità di sviluppo economico generato dall’ambiente montano.
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