Venticinque anni fa la Pantera occupò la facoltà di Magistero
0862432018. Non era un numero qualunque. Era il numero del fax della Facoltà di Magistero dell’Aquila, la prima ad essere occupata il 24 gennaio 1990. Il fax fu uno strumento molto utilizzato durante...
0862432018. Non era un numero qualunque. Era il numero del fax della Facoltà di Magistero dell’Aquila, la prima ad essere occupata il 24 gennaio 1990. Il fax fu uno strumento molto utilizzato durante quella protesta, al punto tale che quel movimento viene ancora ricordato come Movimento della Pantera o Popolo dei Fax.
Tutto era iniziato poche settimane prima quando gli studenti e le studentesse universitarie di Palermo avevano per primi dato inizio a quella campagna di occupazioni che in breve tempo percorse tutto il paese. E la trasmissione televisiva “Samarcanda”, andata in onda su RAI 3 in diretta dall’Aula Magna dell’Università palermitana, diffuse contenuti e “parole d’ordine” di quella protesta che ben presto arrivò anche nel capoluogo abruzzese.
Era il “famigerato” Disegno di Legge Ruberti ad essere contestato, un provvedimento che indeboliva ulteriormente il Diritto allo Studio e facilitava l’introduzione dei finanziamenti privati nella gestione universitaria.
A L’Aquila la partecipazione fu altissima: dopo Magistero furono occupate anche le Facoltà di Scienze, Ingegneria, Medicina e perfino l’Accademia di Belle Arti e l’Isef rimasero occupate o in autogestione per diverse settimane. La forza e la durata di quella protesta (Magistero rimase occupato quasi tre mesi) si basò soprattutto sulla convinzione che l’università italiana stesse subendo un attacco pericolosissimo da parte di quella classe politica già responsabile del suo stato affatto felice, ma anche sullo stretto legame che si era stabilito tra diversi gruppi universitari, oltre a tutti quegli studenti e studentesse che si coinvolsero singolarmente in quel movimento.
Gli incontri preliminari in cui si pianificarono tempi e modalità d’azione si svolsero nelle abitazioni degli stessi studenti, alla Casa dello Studente in Via XX Settembre o presso i locali della Cappella Univeritaria. E quello che accadde il pomeriggio di quel 24 gennaio andò ben oltre le aspettative: l’Aula 1 di Palazzo Carli, stipata come non mai, si espresse quasi all’unanimità per l’occupazione dell’Università. Grazie ad un ciclostile portato da una studentessa di Rieti il documento degli studenti aquilani “La Chiamano Riforma ma è una Controriforma” iniziò ad essere inviato grazie a quel primo fax conquistato nella presidenza della Facoltà di Magistero.
*ex studente di Magistero

