Verrecchia: «La sede di Giurisprudenza va subito rilanciata»

AVEZZANO. Nel dibattito sul futuro dell’Università di Giurisprudenza, sede distaccata di Teramo, irrompe uno dei promotori storici, l’ex parlamentare Massimo Verrecchia. L’Ateneo marsicano è costato...
AVEZZANO. Nel dibattito sul futuro dell’Università di Giurisprudenza, sede distaccata di Teramo, irrompe uno dei promotori storici, l’ex parlamentare Massimo Verrecchia. L’Ateneo marsicano è costato al Comune 7,7 milioni di euro in 13 anni. Da qui la richiesta del sindaco Gabriele De Angelis di aprire una riflessione sul futuro.
«Raccolgo volentieri l’invito costruttivo del sindaco De Angelis ad aprire un dibattito pubblico sulla sede di Giurisprudenza ad Avezzano», sottolinea Verrecchia, «per affermare, con la massima convinzione, che questa facoltà va rilanciata con un’adeguata promozione e con una sede degna. A mio avviso, anche alcune dichiarazioni fatte da sei anni a questa parte hanno penalizzato le iscrizioni. Come possono i giovani e le loro famiglie decidere di iscriversi in questa sede se si mette in discussione ogni anno la sua permanenza? Vorrei ricordare che Giurisprudenza è stata una conquista lungimirante per la nostra città e dell’intera Marsica che storicamente, all’unanimità, deliberò nei propri consigli comunali il sostegno a tale insediamento, addirittura lo fecero anche alcuni comuni confinanti del reatino, arrivando a quarantuno deliberazioni consiliari approvate all’unanimità. Un grandissimo lavoro fatto insieme all’onorevole Nando Margutti, al senatore Domenico Buccini e con l’allora rettore Luciano Russi. Uno straordinario obiettivo raggiunto, non senza difficoltà, basti ricordare le battaglie con l’ateneo aquilano che si opponeva. Un grande lavoro fatto con passione dall’amministrazione di centrodestra targata Floris, di cui mi onoro di aver fatto parte come vicesindaco, e per aver raggiunto, insieme a un’ottima squadra, questo e altri obiettivi importanti, come il Teatro dei Marsi e le scuole».
«L’Università è vero che rappresenta una spesa», sottolinea ancora Verrecchia, «come tutti i servizi pubblici, ma questa va vista come un investimento sulla cultura, sui giovani, sul sociale, oltre che come volano economico, un investimento quindi sul futuro della città, così come hanno fatto molte città italiane anche più piccole di Avezzano, come Rende, Cassino e Camerino. Serve che l’amministrazione sia parte attiva non solo sul piano finanziario ma anche per promuoverla, cosa non fatta da sei anni a questa parte, anni corrispondenti proprio al calo degli iscritti. Da sei anni a questa parte, infatti, si è sempre sentito dichiarare da più parti, indistintamente, che le somme spese per la facoltà potevano servire per fare altro. Ebbene, se si vuole abbassare il livello della discussione, allora si può anche dire che le risorse per fare altro ci sono: basta tagliare i compensi agli amministratori, circa 500mila euro l’anno. Nel ringraziare il sindaco De Angelis per l’invito rivolto alla città ad aprire un dibattito su questo tema gli suggeriamo, anche se non ne ha bisogno, l’idea di ristrutturare l’originaria sede di via Napoli con una adeguata promozione della stessa».
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