Vertenza call center, si temono licenziamenti di massa

23 Gennaio 2019

L’AQUILA. Un effetto domino, con la perdita di ulteriori posti di lavoro all’interno dei call center cittadini. Lo teme Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila e...

L’AQUILA. Un effetto domino, con la perdita di ulteriori posti di lavoro all’interno dei call center cittadini. Lo teme Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila e referente nazionale del sindacato Cisal Comunicazione, che lancia l’allarme sul mancato rispetto della legge sulla clausola sociale. Dopo i 28 contratti interinali non rinnovati da Customer 2 Care e i 34 operatori della ex Care che rischiano il trasferimento a Roma, potrebbe aprirsi una voragine nel settore che all’Aquila dà lavoro a 1800 persone. Cretarola lo ha ribadito ieri durante una conferenza stampa, rivolgendo anche un appello alla politica: «Siamo in campagna elettorale, ma alle passerelle e alle promesse devono seguire i fatti. Ai nuovi amministratori della Regione chiederemo di sostenerci nella battaglia sulla corretta applicazione della clausola sociale, che stiamo portando avanti da due anni da soli». Approvata nel 2016, la clausola sociale dovrebbe garantire l’occupazione preesistente nei casi di cambio di gestione delle commesse: «Intanto, aspettiamo l’esito della gara Inps», ha sottolineato Cretarola, «che coinvolge 600 operatori nel call center aquilano Lavorabile, e che può rappresentare l’interpretazione autentica della clausola sociale: l’Inps infatti ha fra i compiti istituzionali la verifica del rispetto delle norme e dei contratti in tutte le imprese. Ma nel frattempo occorre agire anche per le altre due vertenze, che sono nate proprio a causa del mancato rispetto di questa legge». Alla conferenza stampa era presente una delegazione dei lavoratori interinali di Customer 2 Care licenziati il 31 dicembre scorso a causa del cambio di gestione della commessa Wind-Tre-H3g: «I loro contratti, essendo continuativi da due anni», ha affermato Cretarola, «andavano sottoposti a clausola sociale e quindi tutelati. Invece, non sono stati rinnovati, senza preavviso. Il mio timore è che a breve stessa sorte tocchi ad altri 20/30 lavoratori, visto che l’azienda sta spostando le attività a Battipaglia. A giorni, dopo aver diffidato la committenza e le aziende, organizzeremo una manifestazione di protesta davanti all’ispettorato del lavoro». Scenario simile alla ex Ecare di Monticchio.
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