Vertenza Tecnocall, mobilitazione per salvare 26 posti

Individuati esuberi a fronte di un organico di 110 dipendenti Incontro in prefettura, l’impegno di Pezzopane e Santangelo
L’AQUILA. Ci sono tra i 20 e i 26 esuberi. Ma si sta lavorando per evitare i licenziamenti. Sulla vertenza dei 110 operatori del call center Tecnocall di Monticchio si aprirà un tavolo tecnico, con l’obiettivo di implementare le commesse e scongiurare la perdita di posti. L’impegno è stato preso nella riunione in prefettura, dopo che i sindacati avevano lanciato l’allarme sulla riduzione dei volumi di lavoro da parte del committente Acea. Soddisfatti dell’esito dell’incontro l’onorevole Stefania Pezzopane e il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo. «Salvare i posti di lavoro Tecnocall», dice Pezzopane, «questa è la nostra missione. Ringrazio la dirigente della prefettura Franca Ferraro per l’utile confronto organizzato su sollecito dei sindacati. Intorno al tavolo anche Mauro Accrogliano e Giovanni Airoldi di Acea e Francesco Ranalletta di Tecnocall. Tutti si sono mostrati disponibili per trovare le giuste soluzioni affinché nessun posto di lavoro vada perduto, verificando la disponibilità di Acea a trovare ulteriori attività per aumentare le commesse e recuperare anche il calo causato dal Covid. Ora Acea e Tecnocall attiveranno un tavolo tecnico per analizzare e verificare la possibilità di ulteriori volumi di lavoro per dare soddisfazione a tutti i lavoratori». Al momento, con gli attuali volumi di lavoro, ci sarebbero 20/26 lavoratori in esubero. «Ma ogni licenziamento», sottolinea Pezzopane, «va assolutamente evitato cercando ulteriori possibilità. Ho riscontrato la disponibilità a ragionare sul sito aquilano sia da parte di Acea che dell’impresa. Il monitoraggio da parte della prefettura sarà costante. Ho dato la mia disponibilità a tutti per trovare idonee soluzioni a salvaguardia dei posti di lavoro. Avevo in questi giorni contattato l’amministratore delegato di Acea Giuseppe Gola, per condividere un percorso utile alla nostra comunità. Nei prossimi giorni, a stretto contatto coi sindacati, farò ulteriori passaggi. Il settore call e contact center occupa numerosi addetti in questo territorio e ci siamo sempre adoperati con risultati concreti per salvaguardare i livelli occupazionali. Anche in questo caso, porterò il mio contributo». Lancia un appello ad Acea anche Santangelo: «Come da noi precedentemente richiesto a mezzo stampa, si aprirà un tavolo di confronto tra le parti interessate con la speranza che l’Acea, società a capitale pubblico, implementi le commesse sul sito aquilano tali da scongiurare il licenziamento di una parte degli addetti. A causa del calo dei volumi della commessa Acea, sono a rischio alcuni posti. Faccio pertanto appello al senso di responsabilità della società, a capitale pubblico», conclude Santangelo, «perché la realtà dei call center nell’Aquilano, che rappresenta una fetta di non poco rilievo nel mercato del lavoro nel territorio, dev’essere difesa e tutelata con ogni mezzo».
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