Verì: «Il Punto nascita rimane e sarà potenziato»

L’assessore alla Sanità: «Basta strumentalizzazioni, rischiano di fare danni» Scoccia: «No ad annunci, servono atti formali. La Lega si è sottratta alla votazione»
SULMONA. Il Punto nascita di Sulmona non solo resterà aperto, ma sarà potenziato. Parola dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì (Lega), che interviene sulle polemiche di queste ore, dopo la risoluzione a favore del reparto che ha visto lo spaccatura della maggioranza. Il provvedimento, presentato dalla consigliera regionale Marianna Scoccia (Udc), è stato votato da tutti i gruppi consiliari, minoranza compresa, a eccezione della Lega che ha preferito abbandonare l’aula al momento del voto. Al di là della bagarre politica, il trambusto è servito al reparto sulmonese ad incassare l’impegno alla sua salvaguardia da parte della Regione. «Il Punto nascita di Sulmona rimarrà in attività, come è ferma volontà mia e dell’attuale governo regionale: le strumentalizzazioni politiche su quanto accaduto in quinta commissione non solo non hanno alcun fondamento, ma rischiano addirittura di pregiudicare quel percorso che stiamo faticosamente portando avanti con i tavoli ministeriali»: lo ribadisce la Verì, che sottolinea come il non voto della Lega della risoluzione presentata dalla consigliera Scoccia, sia legato a un fatto molto semplice: «Quel documento è superato, perché l’assessore e la giunta sono già fattivamente impegnati nel percorso di salvaguardia del Punto nascita peligno».
Nell’ultimo documento del Comitato percorso nascite nazionali vengono evidenziate anche carenze nell’organico dei ginecologi, anestesisti e neonatologi, con la conseguente difficoltà a garantire una guardia attiva H24. «Sulla base di queste premesse», aggiunge Verì, «riproporremo istanza al Comitato percorso nascita nazionale e per il suo tramite al ministero della Salute e al Tavolo tecnico di monitoraggio, finalizzata a ottenere la deroga per mantenere attivo il punto nascita, seguendo correttamente il percorso metodologico prescritto dalla legge».
La normativa prevede che per chiedere la deroga, e ottenere la valutazione positiva, è necessario rispettare una serie di obblighi: oltre all’analisi dei costi (e alle caratteristiche del territorio), vanno indicati gli standard operativi, tecnologici e di sicurezza del punto nascita in deroga, insieme a un piano operativo di potenziamento. «Per conferire legittimità sostanziale ho dato tempestive disposizioni agli uffici regionali di predisporre tutti gli atti propedeutici agli adempimenti di legge», conclude Verì, «contestualmente, d’intesa con la Asl, stiamo predisponendo un piano operativo per dare soluzione alla prioritaria criticità della carenza di personale, in grado di garantire sicurezza alle madri e a nascituri. Questi sono i fatti, concreti e misurabili, avviati da questo assessorato all’indomani del suo insediamento. Tutto il resto sono solo sterili polemiche, che non fermeranno quello che è il nostro progetto di salvaguardia del Punto nascita di Sulmona».
Non la vede così la Scoccia, che sottolinea come «nella seduta della commissione sanità, durante la discussione della risoluzione da me presentata, certamente l’assessore Verì non ha depositato atti formali di deroga ma ha semplicemente annunciato di essere tornata sui suoi passi esprimendo la volontà di richiedere la deroga. Il tenore del comunicato della Lega conferma che sono state avviate tutte le procedure per arrivare alla richiesta di deroga e questo non può che farmi enorme piacere. Voglio però far notare che la deroga non si annuncia ma si formalizza attraverso un atto e noi attendiamo gli atti formali. Non comprendo il motivo per cui i consiglieri della Lega si sono sottratti alla votazione».
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