Vescovo-chef per i nonni della casa di riposo

Natale ai fornelli per monsignor Fusco, serve spaghetti alle vongole ispirati alla tradizione napoletana
SULMONA. Spaghetti a vongole, come da tradizione partenopea. Il vescovo Michele Fusco diventa chef per una sera e alla vigilia di Natale cucina per una decina di ospiti della Casa di riposo monsignor Cercone di via Porta Romana. «Non un piatto stellato, ma di eccellenza», lo ha definito lo stesso vescovo sulla sua seguitissima pagina Facebook, dove ha postato foto e video mentre cucina con grembiule e maniche ripiegate. Un pentolone di vongole, con una spruzzatina di pomodoro e prezzemolo nel sugo, rigorosamente senza sale, «perché le vongole sono già salate di loro», ha detto il vescovo a chi lo assisteva in cucina. «Troppe persone guardano il futuro con pessimismo» ha detto il vescovo durante il suo messaggio di Natale, «ma invece va alimentata la speranza, bisogna contrastare il pessimismo e fare del bene soprattutto a chi ha perso il sorriso».
Non è questa la prima volta che il vescovo si rende protagonista di un’iniziativa del genere. Del resto, la cucina è una sua passione, che lo lega alla sua terra, a Positano, da dove è arrivato non appena è stato nominato responsabile della diocesi di Sulmona-Valva due anni fa circa. «È un momento di grande gioia incontrarsi durante le feste del santo Natale, una festa così importante, così sentita», ha aggiunto il vescovo, «il Natale oggi è tempo di regali e di doni, a volte ci si affanna alla ricerca tra negozi e internet del presente più bello. I regali più belli sono quelli inaspettati, come quello che Maria riceve dall’Angelo, che le comunica che sarà mamma di Gesù. Natale porta doni a sorpresa, inaspettati. E soprattutto è Natale quando sappiamo asciugare le lacrime e regalare qualche sorriso a chi ne ha bisogno». Proprio come ha fatto il vescovo che al termine della messa si è recato nella Casa di riposo di Santa Chiara la mattina stessa della vigilia, dopo aver fatto tappa anche all'ospedale, per dare un saluto ai malati. O come aveva fatto nei giorni prima con il pranzo alla mensa della Caritas diocesana. Qui sono più di 30 i pasti caldi serviti ogni giorno nella struttura rinnovata, aperta tutti i giorni a pranzo e a cena, in via di Porta Romana. Tra gli ospiti abituali ci sono soprattutto persone della zona, che hanno perso il lavoro negli ultimi anni o che non l’hanno mai trovato.
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