Vesuvius chiude, conferme dalla Germania

26 Settembre 2016

Il Comitato aziendale europeo non lascia speranze agli 83 operai: produzione spostata in Polonia

AVEZZANO. Il Comitato aziendale europeo ristretto dà la conferma: la Vesuvius il 31 dicembre chiuderà. Non c’è stata alcuna sorpresa in positivo nel vertice straordinario convocato a Düsseldorf, in Germania, con i responsabili del Cae della multinazionale. I delegati dell’azienda hanno confermato che la cessazione dell’attività ci sarà entro la fine dell’anno. Nessun passo indietro, come speravano gli 83 dipendenti.

Lo stabilimento, dove si producono piastre per altiforni, verrà chiuso per potenziare la produzione di un altro sito della società in Polonia. Stessa sorte toccherà alla fabbrica di Cagliari, la cui produzione però verrà dirottata in Spagna.

«Ci hanno confermato la chiusura», ha commentato Emiliano Di Salvatore, rsu di stabilimento, «ho provato a chiedere quanto costerà questa operazione e se sono stati già stanziati dei fondi, ma non hanno voluto darmi alcuna risposta. Si stanno già attrezzando per spostare la produzione fuori dall’Europa, per poi ritornare in Polonia quando sarà ultimato lo stabilimento. Le macchine buone della fabbrica di Avezzano le porteranno via e le sistemeranno in altri siti. Hanno inoltre confermato che non venderanno l’azienda ad altri concorrenti, come annunciato al ministero per lo Sviluppo economico».

Ma la mobilitazione per trovare soluzioni va avanti. Nei giorni scorsi si è parlato anche di possibili nuovi acquirenti, ma la voce non è stata confermata. Ora la preoccupazione più grande è per la gestione degli ammortizzatori sociali. I dipendenti della Vesuvius, infatti, non potranno usufruire dei 36 mesi di cassintegrazione, come hanno fatto molti colleghi di altre fabbriche marsicane. La cassa verrà regolata dalle nuove normative, che per stabilire la durata esatta tengono conto di molteplici parametri. (e.b.)

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