Vesuvius e Santa Croce disastro occupazione
In 83 a casa con la chiusura dell’azienda che produceva piastre per altiforni A Canistro 75 operai appesi al bando per la concessione dell’acqua della Sponga
AVEZZANO. Il 2016 si è chiuso con l’apertura di una nuova voragine occupazionale. La Vesuvius, azienda leader in Europa per la produzione di piastre per altiforni, ha mandato a casa gli 83 dipendenti marsicani chiudendo lo stabilimento del nucleo industriale e trasferendo tutto in un sito nell’Europa dell’Est. Da maggio i lavoratori avevano iniziato a protestare chiedendo all’azienda certezze che, però, non sono mai arrivate. La multinazionale con sede a Londra non ha accettato nessuna trattativa proposta dal ministero dello Sviluppo economico e dalla Regione Abruzzo nei vari incontri, limitandosi a ribadire di volta in volta che la riorganizzazione aziendale prevedeva il trasferimento della produzione di Avezzano e Macchiareddu (Cagliari) in Polonia. A nulla sono valsi i tentativi di bloccare le forniture all’Ilva di Taranto e ad altre importanti società dove arrivavano le piastre prodotte nel nucleo industriale marsicano e in quello sardo. Il 23 dicembre gli 83 dipendenti, tutti under 45, hanno chiuso ogni tipo di legame con l’azienda dopo 10, 15 e 20 anni di lavoro accettando la buonuscita e il trattamento di fine rapporto. Ora gli spettano due anni di mobilità e poi sperano che alcune delle società interessate al sito possano acquistarlo per avere ancora la possibilità di un posto di lavoro. Più movimentata la situazione alla Santa Croce di Canistro dove i 75 operai aspettano di conoscere chi si aggiudicherà la concessione per l’utilizzo dell’acqua della Sponga per capire se potranno o meno tornare al lavoro. L’azienda, infatti, dopo il braccio di ferro tra la proprietà che fa capo all’imprenditore Camillo Colella e la Regione si è bloccata e i dipendenti sono rimasti a casa.
Vista la situazione di incertezza hanno protestato per giorni fuori allo stabilimento e poi alla vigilia delle festività natalizie hanno ricevuto la lettera di licenziamento. A differenza della Vesuvius nel sito di Canistro ci sono stati momenti di tensione tra i lavoratori e la proprietà anche alla luce dei vari sequestri attuati dalle forze dell’ordine. Ieri intanto sono state aperte le prime buste del bando per la nuova concessione. Per ora le offerte sul tavolo della Regione sono quattro: La Norda, Italia Beverage, l’Ati con il principe del Bahrein e Aqua srl.
Sulla vicenda, però, l’ultima parola dovrà dirla il Consiglio di Stato che il 7 febbraio si pronuncerà in merito al bando che venne vinto due anni fa dalla Santa Croce e poi impugnato dal Comune di Canistro per delle irregolarità. (e.b.)
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