Via ai restauri in città per le opere d’arte salvate ad Amatrice

11 Settembre 2020

Intesa tra l’Accademia Belle arti e il Comune ferito dal sisma Da recuperare tele, affreschi e statue estratti dalle macerie

L’AQUILA. Ritorno alle lezioni in presenza, nuovi spazi per la didattica e collaborazioni con altre istituzioni e realtà culturali, a partire dal Maxxi, che il 30 ottobre aprirà a Palazzo Ardinghelli la sede distaccata aquilana. È su questi presupposti che l'Accademia di Belle Arti si prepara a inaugurare il nuovo accademico, che inizierà a novembre con una ripresa dei corsi in aula e delle attività laboratoriali dopo il lungo stop imposto dal Covid.
A illustrare i dettagli sono stati il presidente Fabrizio Marinelli, il direttore Marco Brandizzi e la coordinatrice della scuola di restauro Gabriella Forcucci. Tra le novità l'apertura di un padiglione di 600 metri quadri che sarà inaugurato a ottobre con una mostra di Fabio Mauri e la possibilità di utilizzare il teatro per lezioni teoriche. Uno spazio in più che garantirà la ripartenza nel rispetto delle misure anti-contagio, anche se la didattica online, per forza di cose, non sarà del tutto abbandonata.
«La priorità è tornare a lavorare in presenza in sicurezza, nel pieno rispetto delle regole», ha affermato Brandizzi, che terminerà il mandato il 31 ottobre, «i corsi da remoto resteranno. Ogni docente, in base al numero di studenti iscritti al corso, valuterà la possibilità della didattica mista e l'eventuale attivazione di corsi da remoto». Oltre alle lezioni di teoria, ripartiranno in presenza anche la biblioteca e i laboratori di restauro, che in una realtà come l'accademia restano imprescindibili. «La conoscenza della fisica, della chimica delle tecniche diagnostiche ha bisogno della pratica di laboratorio», ha sottolineato Forcucci, che ha ricordato anche i progetti e le partnership collegate al restauro dei beni danneggiati dai terremoti del 2009 e del 2016-2017 in cui l'accademia è coinvolta. Una collaborazione è stata attivata con la soprintendenza di Frosinone, Latina e Rieti, la diocesi di Rieti e il Comune di Amatrice per il restauro di una decina di opere salvate dalle macerie del sisma di quattro anni fa. Cinque di esse sono già arrivate all'Aquila. Si tratta d dipinti su tela, affreschi e statue lignee o in gesso. «Operazioni come questa», ha evidenziato Forcucci, «permettono da un lato il recupero di pezzi pregiati del patrimonio artistico e culturale che altrimenti dovrebbero aspettare tempi lunghissimi per il restauro, dall'altro consentono di migliorare la formazione dei futuri operatori specializzati». «L’accademia», ha affermato Marinelli, «si conferma un’eccellenza nell’alta formazione artistica italiana. Al contempo, mettendo a disposizione le sue conoscenze e capacità, partecipa attivamente alla vita culturale del territorio di riferimento. L’Aquila ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la provincia di Rieti, che fino agli anni venti del secolo scorso faceva parte del nostro territorio provinciale. Ancor oggi, questa è un’area geograficamente molto più vicina all’Abruzzo, storicamente attraversata dall'importante via che collegava Napoli con Firenze. Recuperare e rinsaldare questo rapporto è importante e l’accademia intende farlo contribuendo al recupero di opere d’arte che custodiscono l’identità culturale di un territorio e della sua comunità». (ro.ciu.)
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