Via al restauro dell’Arco Romano e alla valorizzazione del parco

Per la realizzazione dei lavori stanziati dal ministero 250mila euro, l’appalto a un’impresa di Frosinone Il sindaco Ciciotti: «Finalmente si potrà rendere fruibile l’area dotandola di servizi. È un primo passo»
CAPISTRELLO. Dopo i lavori eseguiti per il restauro e la messa in sicurezza dell’Emissario di Claudio al suo imbocco, tocca ora al restauro dell’Arco Romano e alla valorizzazione del parco che si trovano allo sbocco, nel comune di Capistrello. Il Segretariato regionale per l’Abruzzo del ministero della Cultura, infatti, ha affidato i lavori all’impresa Trilite, con sede ad Atina (Frosinone), risultata prima tra le cinque concorrenti. I lavori saranno seguiti dalla Soprintendenza e dovranno essere consegnati entro 150 giorni. Per la realizzazione dell’opera il Ministero ha stanziato 250.000 euro.
«È una bella notizia», è stato il commento del sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, «finalmente si potrà mettere in sicurezza l’Arco Romano e rendere fruibile l’intera area dotandola di servizi. È il primo passo. Cercheremo infatti di ottenere dal Ministero altri fondi per rendere accessibili almeno due Cunicoli, che sono poi le discenderie attraverso le quali i visitatori raggiungono il collettore centrale. Intanto, ci stiamo già adoperando perché l’Emissario Claudio diventi una tappa del “Cammino dei Briganti”. Il che farà sicuramente crescere il numero dei turisti che ogni anno vengono a visitare l’Emissario con considerevoli vantaggi per l’economia della Valle Roveto».
L’Emissario dell’imperatore Claudio, che nell’Ottocento venne inglobato da quello di Torlonia, fu realizzato dal 41 al 52 d.C. e consentì per la prima volta alle acque del Fucino di defluire nel Liri. La galleria era lunga 5.653 metri e aveva una pendenza media di 1 metro e mezzo per chilometro. Per consentire il trasporto dei materiali nel tunnel e assicurare la necessaria areazione furono scavati 40 pozzi verticali e 8 gallerie inclinate, dette cunicoli. Con la caduta dell’Impero romano e le invasioni barbariche, la manutenzione venne meno e l’Emissario si ostruì. L’imperatore Federico II si propose di riattivarlo. Nel 1242, per verificare l’andamento dei lavori, si portò nella Marsica e vi rimase tutto giugno e metà di luglio.
I lavori di restauro, purtroppo, non furono sufficienti a ripristinare il deflusso delle acque del Lago nel Liri. Il percorso dell’Emissario, della durata di 5 ore, lo si può fare in totale sicurezza. Lungo il collettore, con l’acqua alta non più di 10 centimetri, si incontrano delle aree di sosta. D’inverno, quando il livello dell’acqua che vi scorre sale, si potrebbe percorrere in canoa l’intero collettore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

