Via alle analisi sui visoni dell’allevamento

16 Novembre 2020

Mutazione del virus: attesa nella struttura dell’Alto Sangro. Indagini dopo la denuncia degli animalisti

CASTEL DI SANGRO. Si attende l’esito delle analisi per capire se ci sono casi di coronavirus mutato nell’allevamento di visoni di Castel di Sangro finito al centro di un controllo dei carabinieri del Nas. In via cautelativa, nei giorni scorsi, è stato disposto un vincolo sanitario, con sequestro di 2.400 capi, in attesa dell’esito dei prelievi biologici. Test che a campione dovrebbero essere eseguiti in settimana.
Il provvedimento rientra nelle ispezioni da parte dei carabinieri dei Nas, del gruppo Tutela della salute di Roma, e dei servizi veterinari delle Asl provinciali. La misura è stata disposta perché uno dei capi dell’allevamento dell’Alto Sangro sarebbe stato trovato in condizioni precarie. Gli accertamenti, a livello nazionale, sono stati avviati anche nelle province di Ravenna e Forlì, dove si trovano altri allevamenti di visoni. Nel corso della settimana passata, infatti, i militari del gruppo Tutela della salute di Roma hanno portato a termine il monitoraggio e in tutti gli allevamenti ispezionati è stato riscontrato il regolare rispetto delle norme di biosicurezza, dei previsti protocolli per contrasto del contagio e l’assenza di sintomi clinici riferibili a infezione da Sars-Cov-2 o ad altre patologie respiratorie. Soltanto nel caso di Castel di Sangro, quello dove è stata disposta la misura cautelativa, come spiega una nota dei carabinieri del Nas, «si è proceduto al vincolo sanitario a salvaguardia della salute pubblica».
A lanciare l’allarme era stata la Lega Anti Vivisezione (Lav) che aveva documentato «una serie di violazioni delle norme di biosicurezza finalizzate a evitare l’introduzione del coronavirus negli allevamenti di visoni nel nostro Paese». Questo dopo che in Danimarca il governo ha deciso di abbattere i visoni nei propri allevamenti per limitare i focolai di Sars-CoV2 per il timore che il virus mutato negli animali da pelliccia sia stato trasmesso all’uomo. L’indagine Lav era partita da un allevamento di Cremona. Secondo la Lav «il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i presidenti delle Regioni, Attilio Fontana (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) e Marco Marsilio (Abruzzo) hanno la responsabilità, e il potere, di chiudere questi veri e propri serbatoi del coronavirus».
In Italia sono 8 gli allevamenti di visoni: 3 sono in Lombardia nelle province di Brescia e Cremona, in piena zona rossa; 2 in Veneto ed Emilia-Romagna e uno in Abruzzo.