«Via i segnali turistici del santuario della Ienca»

2 Gennaio 2018

L’AQUILA. «Giusto 22 anni fa, il 29 dicembre del 1995, l’allora Papa Giovanni Paolo II, in gita sul Gran Sasso come era solito, si era raccolto in preghiera nella Chiesa di SanPietro della Ienca,...

L’AQUILA. «Giusto 22 anni fa, il 29 dicembre del 1995, l’allora Papa Giovanni Paolo II, in gita sul Gran Sasso come era solito, si era raccolto in preghiera nella Chiesa di SanPietro della Ienca, quando fu notato e subito dopo la notizia riempì le pagine dei giornali. «Da quel giorno», scrive il consigliere comunale di opposizione Lelio De De Santis, in una nota nella quale contesta l’assenza di una segnaletica, «quella chiesetta fu meta di visitatori e di fedeli e, successivamente, per merito dell’Associazione culturale a lui intitolata, divenne il primo santuario al mondo dedicato a San Giovanni Paolo II. Nel 2013 per iniziativa della giunta comunale, furono apposti sull’A/24 nei pressi dell’uscita di Assergi 2 cartelli turistici, con l’immagine del santo e del Gran Sasso, allo scopo di far conoscere alle migliaia di viaggiatori l’esistenza di un sito religioso così importante. Anche per la presenza di questo piccolo segnale turistico, il numero di visitatori e di turisti nel corso degli anni è molto cresciuta». «Ora» prosegue, «in un momento così difficile per lo sviluppo della montagna aquilana, con gli impianti sciistici fermi e con l’assenza totale di iniziative e di eventi di richiamo turistico, l’amministrazione comunale in carica, ma anche quella precedente dell’ultimo semestre, decide di eliminare quel poco di positivo e di attrattivo che c’è e si rifiuta di rinnovare la convenzione con la società “Admoving” dell’Anas, scaduta il 24 gennaio 2017, che ha installato i due cartelli turistici! La splendida ed esperta assessore Di Cosimo, con piglio e fermezza ha detto di no, rispondendo ad una mia precisa interrogazione, perché il costo è ritenuto eccessivo e perché la cartellonistica turistica è ritenuta uno strumento superato!
Bene. Ma in attesa di migliori, più economici e più efficaci strumenti di promozione turistica, eliminiamo anche la splendida, questa sì, immagine del Papa dei giovani e della pace, e riduciamo l’attrattività di un luogo e di un Santuario, che dovrebbero essere parte di un progetto di sviluppo turistico del Gran Sasso».
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