Via l’eternit che minaccia i bimbi

12 Ottobre 2016

Tagliacozzo, completata l’operazione di bonifica dei capannoni a ridosso di scuola e campi sportivi

TAGLIACOZZO. La copertura in eternit dei capannoni industriali in disuso a ridosso dell’asilo comunale e degli impianti sportivi, finalmente, è stata smantellata. Dopo la bonifica da parte dei proprietari di una parte del complesso edilizio, ora si è provveduto anche alla rimozione della parte di competenza del curatore fallimentare. I genitori degli oltre 100 bambini che frequentano la scuola materna possono così tirare un sospiro di sollievo.

Le particelle di amianto che si sprigionavano dall’eternit in disfacimento, trasportate dal vento, costituivano un serio pericolo non solo per i piccoli, ma anche per le migliaia di ragazzi che frequentano i campi da tennis e lo stadio “Leo Attili”.

Il neo sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, che aveva posto la soluzione di questo caso tra le priorità del suo programma, si dice «estremamente soddisfatto».

«È stato accertato», spiega il primo cittadino, «che la copertura in eternit dei capannoni si era deteriorata a tal punto da costituire un pericolo per i bambini dell’asilo e dei tanti giovani che praticano sport. Sport vuol dire salute. Qui invece chi andava a giocare a calcio o a tennis, la salute correva il rischio di rimettercela».

Ma ci voleva così tanto a capire che quei capannoni rappresentavano un grave pericolo per l’incolumità pubblica? Nel 2015, il Centro, più volte, ha sollevato il problema, invitando l’ex sindaco, Maurizio Di Marco Testa, a sollecitare la Asl a eseguire un sopralluogo per valutare l’entità delle particelle di amianto che si sprigionavano dall’eternit dei capannoni. E informare dell’esito la popolazione. Ma è stato come gridare nel deserto. Non ci si è degnati di una risposta. Neppure una petizione popolare è valsa a sbloccare la situazione. Finché un bel giorno il Comune non ha avuto la bella idea di trasferire i bambini dell’asilo nei locali dell’ex pretura, proprio di fronte ai capannoni.

Il Centro, nel darne la notizia, ha riproposto per l’ennesima volta il problema dei rischi cui si esponevano i bimbi. A quel punto la situazione è cambiata radicalmente. C’è stato un blitz dei Nas e l’intimazione alle autorità sanitarie di accertare subito il grado di pericolosità dell’eternit del complesso. L’esito delle analisi è stato quello che si temeva. L’eternit, pertanto, andava subito rimosso e l’area bonificata. «Il problema dell’amianto», osserva il sindaco Giovagnorio, «si sarebbe potuto risolvere già da tempo se si fosse usufruito dei fondi che la Regione ogni anno mette a disposizione dei Comuni».

Ma Tagliacozzo, evidentemente, aveva ben altro cui pensare.

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