Via Marrucini contesa tra privati e Comune

L’AQUILA. Via dei Marrucini, nel quartiere Banca d’Italia. Non c’è pace. Sono oltre 25 anni che è in atto una diatriba con il Comune dell’Aquila, per stabilire se è una strada privata a uso pubblico...
L’AQUILA. Via dei Marrucini, nel quartiere Banca d’Italia. Non c’è pace. Sono oltre 25 anni che è in atto una diatriba con il Comune dell’Aquila, per stabilire se è una strada privata a uso pubblico oppure solo privata. Quando tutto sembrava risolto, con il consiglio comunale dell’11 dicembre 2008 il quale stabilì, con delibera votata all’unanimità, che via dei Marrucini è una strada privata, si ricomincia.
Ma andiamo per ordine.
La strada, alla quale si accede da via Castiglione, non ha uscita e tutti i servizi, come fognature, caditoie, illuminazione, acqua, sono stati installati dalla Banca d’Italia e tuttora anche la manutenzione è privata, curata da Sidief, società controllata dalla stessa Banca d’Italia, proprietaria degli immobili.
«Ora, però, è successo che i vigili urbani sono venuti a piazzare divieti lungo la strada, con un’ordinanza per l’apertura di un cantiere temporaneo per l’abbattimento di una delle palazzine», afferma Lucio Laurenti, uno dei condòmini del quartiere, che a luglio scorso ha presentato anche un esposto al sindaco, Pierluigi Biondi, a nome di tutti i condòmini della via, senza, però, ottenere risposta.
«Il 28 giugno 2017, con ordinanza numero 336/T, la polizia municipale stabiliva “il restringimento temporaneo (dal 5 luglio 2017 al 5 agosto 2017) della carreggiata di via dei Marrucini relativamente alla porzione di strada posta in corrispondenza dell’incrocio con la civica via Castiglione, per una occupazione della sede stradale con larghezza massima di 2,50 metri lineari”, con questa motivazione: “dato atto che la civica via dei Marrucini, pur essendo riconducibile a proprietà privata, è comunque sempre rimasta aperta all’uso pubblico, denominata dal Comune dell’Aquila e provvista dei servizi pubblici relativi agli impianti di illuminazione, dell’acqua potabile e delle fognature”. Niente di più non corrispondente alla realtà. E dispiace», sottolinea Laurenti, «che questa dichiarazione risulti su un atto pubblico. Forse l’ufficio preposto non ha informato i vigili urbani che rete fognaria, illuminazione, caditoie, acqua, sono impianti di proprietà della Banca d’Italia, ora gestiti, dalla Sidief, e che noi paghiamo con il condominio».
Una situazione che se da un lato, quello dei condòmini, sembra chiara, avvalendosi anche delle lettere inviate dalla Sidief nelle quali la società ribadisce la proprietà e titolarità degli impianti privati, occupandosi direttamente della manutenzione, dall’altro non si riesce a capire se è stato dato seguito dagli uffici competenti alla delibera del consiglio comunale dell’11 dicembre 2008. In quella delibera, votata all’unanimità, l’assise civica decideva la revoca dell’ordinanza comunale numero 4 del 21 febbraio 2007, che stabiliva per via dei Marrucini la servitù pubblica della strada.
«Non siamo riusciti a sapere se ci sono atti conseguenti alla decisione del consiglio comunale del dicembre 2008», precisa Laurenti, «ma esiste un verbale della stessa assise civica e non credo che questo si possa confutare. Inoltre, i vigili urbani non si sono mai fatti vedere da queste parti, neppure a chiamata, perché rispondevano che “è una strada privata”. Non abbiamo nulla contro il cantiere, per carità», conclude Laurenti, «perché quel palazzo andava demolito e i lavori post-sisma si devono eseguire. Ma questa strada non ha pace: le nostre palazzine erano classificate A perché non avevano subìto danni nel 2009, ma eravamo prigionieri circondati dalla zona rossa».
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