Viadotto a rischio sull’A25 Il caso finisce in tribunale

Cerchio, la giunta Tedeschi presenta il ricorso: subito i lavori o tratto da chiudere Udienza fissata a marzo. Un’indagine evidenzia un basso indice di vulnerabilità
CERCHIO. Il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, «a tutela della pubblica incolumità», chiede al tribunale di Avezzano la chiusura del tratto dell’autostrada A25, ricadente nel territorio del proprio comune, nonché «l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria atti a eliminare la situazione di pericolo venutasi a creare». Il giudice Giulia Sorrentino ha fissato l’udienza martedì 19 marzo, alle 10.30. Strada dei Parchi e ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, chiamati in causa, hanno tempo fino al 12 marzo per costituirsi in giudizio e presentare memorie difensive.
A spingere il primo cittadino di Cerchio, assistito dai legali Franco Paolini (anche assessore in paese) e Domenicantonio Angeloni, a ricorrere ai giudici del tribunale di Avezzano, è stato, come egli stesso l’ha definito, «il palleggio di responsabilità tra la concessionaria dell’autostrada e il ministero» su chi dovesse intervenire per mettere in sicurezza il “Viadotto Cerchio”. Che questo fosse a rischio sismico lo si sapeva già da tempo. Da un’indagine fatta eseguire nel 2010 dalla stessa Strada dei Parchi l’indice di vulnerabilità era dello 0,81. Il crollo in agosto del ponte Morandi, a Genova, e le continue scosse sismiche registratesi negli ultimi tempi anche nella Marsica, hanno creato allarme a detta di Tedeschi. Tanto da spingere l’amministratore a sollecitare Strada dei Parchi e il ministero a prendere subito provvedimenti. È iniziato così, a partire dal 5 settembre scorso, un fitto carteggio tra il sindaco e i due interlocutori, senza però che si arrivasse a una soluzione del grave problema, che oltre al Comune di Cerchio, interessa anche gli utenti dell’autostrada. Da qui la decisione di Tedeschi di far valere le proprie ragioni in tribunale.
«La relazione che fissava il rischio sismico dell’intero viadotto di Cerchio allo 0,81», è scritto nel ricorso, «è di 9 anni fa. Da allora la situazione potrebbe essere peggiorata, da un lato per il normale processo di usura delle strutture, dall’altro per il susseguirsi di terremoti in una zona ad altissimo rischio sismico. Una scossa recentissima è stata addirittura di magnitudo 4.1. Non osiamo immaginare gli effetti che un ennesimo sisma potrebbe avere sulle infrastrutture ricadenti nel territorio di Cerchio. In queste condizioni è paradossale continuare a percepire i pedaggi autostradali e, addirittura, aumentarli in virtù di quelle convenzioni rimaste inadempiute riguardo agli obblighi di manutenzione». Il sindaco di Cerchio auspica che un’analoga iniziativa «venga presa da quei Comuni, e non solo della Marsica, il cui territorio è attraversato dall’autostrada che presenta delle criticità».
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