Viaggi d’istruzione, dirigenti e professori come meccanici

Nuova circolare del Ministero: servono controlli più attenti Nel mirino finiscono le revisioni dei bus ma anche gli autisti
L’AQUILA. «La cosiddetta gita potrebbe anche essere messa in stand-by, visto che spesso l’offerta formativa degli istituti prevede stage linguistici all’estero per cui si utilizzano gli aerei. Per fortuna la circolare non ci chiede di andare a controllare anche il tasso di utilizzo di sostanze psicotrope per i piloti». La preside dell’istituto d’istruzione superiore Da Vinci-Colecchi, Serenella Ottaviano, ironizza sulla circolare del Ministero che obbliga gli insegnanti e i dirigenti a verificare che il conducente del bus impiegato per i viaggi d’istruzione non faccia uso di “sostanze stupefacenti” e non consumi alcol durante il percorso, oltre a verificare “l’usura di pneumatici, l’efficienza dei dispositivi visivi, di illuminazione, dei retrovisori”. Una circolare che ha suscitato perplessità anche tra i presidi aquilani.
«Ha creato sconcerto tra docenti e dirigenti», spiega la preside dell’istituto d’istruzione superiore Amedeo d’Aosta, Maria Chiara Marola. «Nella mia scuola non ho avuto problemi con l’organizzazione dei viaggi, grazie alla disponibilità dei docenti ad accompagnare i ragazzi. Di questo li ringrazio e credo sia un segno tangibile del senso di responsabilità e della professionalità della categoria: sarebbe stato più che legittimo e comprensibile rifiutare una funzione che non è un obbligo, viste le responsabilità e i doveri puntigliosamente descritti dal Miur e a fronte di una retribuzione pari a zero. Il caso dei viaggi di istruzione è solo uno degli aspetti dell’eccesso di responsabilità e burocrazia che investe tutto il personale della scuola, che rischia di paralizzare un mondo nel quale invece dovrebbe prevalere la fiducia e la possibilità di agire con senso di responsabilità, ma anche senza la spada di Damocle delle responsabilità civili e penali rispetto a situazioni che esulano dai profili professionali e sulle quali le possibilità di intervento sono nulle».
Niente di nuovo sotto il sole, invece, per la Ottaviano. «Già c’erano direttive in tal senso», spiega. «In questa circolare lascia un po’ spiazzati la particolarità della descrizione, ma forse deriva dal fatto che è alto l’allarme nei confronti di giovani che sono poco abituati a rispettare le regole. Inutile negare che ciò che si chiede ai docenti è eccessivo».
Sull’opportunità o meno dei viaggi di istruzione per gli alunni, la preside commenta: «Bisogna ricordare che se fino a qualche tempo fa la scuola era l’unico luogo nel quale si dava la possibilità di viaggiare a prezzi modici a chi non l’aveva per motivi economici o per esigenze di famiglia, adesso l’offerta è molto più ampia e spesso la scuola non riesce a tenere il confronto. È per questo che le gite possono forse essere messe in stand-by a favore di nuove forme di didattica».
Michela Corridore
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