Vicaretti: noi pronti a mobilitarci

17 Dicembre 2016

Celano, parla il padre di un 15enne ucciso da un colpo di pistola alla testa nel 1994

AVEZZANO. C’è anche chi sente la vicenda del reparto di Neurochirurgia marsicano in modo particolare e intimo, e che ne ha fatto la battaglia della sua vita. È il caso di Silvano Vicaretti, di Celano, padre di Luca, il quindicenne che nel 1994 fu raggiunto da un colpo di pistola esploso accidentalmente da un amico e morì. Se ci fosse stato il reparto ad Avezzano forse ora le cose sarebbero diverse. Allora nella Marsica il reparto non esisteva, all’Aquila non c’erano posti, e così il trasferimento fu all’ospedale di Teramo.

Che idea si è fatto di questa situazione?

«Sembra la stessa di qualche anno fa. Ora però sembra che la decisione di riaprire sia stata presa. Io spero che questo sia l’inizio di una nuova fase. È qualcosa di veramente importante in una zona dove tante persone sono costrette a viaggi della speranza. Il tempo, quando la vita di una persona è appesa a un filo, sono importanti. il consigliere Emilio Iampieri ha fatto un’ottima mossa, ma ora devono dare seguito alla decisione del consiglio regionale».

Cosa si sente di dire a chi ha responsabilità politica e amministrativa?

«Al di là dei giochi politici, credo che riaprire subito sia un atto di responsabilità verso i cittadini di questa zona. Ognuno si assuma la propria responsabilità. Il nostro ospedale è in difficoltà sotto tanti aspetti. La neurochirurgia non può venire meno e fino quando non vediamo i neurochirurghi operare saremo vigili».

Che sentimenti ha provato questa estate quando il reparto è stato chiuso di nuovo? «Sono gli stessi che ho sentito quando iniziai la mia battaglia tanti anni fa per dare un po’ di gioia a tante persone disperate, per dare sollievo a chi era nel dramma grazie a vite salvate. Chiudere il reparto significa far svanire tante speranze. Ho provato un senso di angoscia e allo stesso tempo di speranza. Il nostro territorio è una zona difficile e le situazioni di emergenza sono un continuo. Tante sono state le vite salvate da questo reparto, e spero che tante altre vite saranno salvate anche in futuro». (p.g.)

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