Vicende legate a crolli e appalti sospetti
Nel post-sisma sono stati centinaia i fascicoli aperti dalla magistratura in quanto collegati con il terremoto. In primo luogo quelli che fanno riferimento ai crolli di palazzi che, realizzati in...
Nel post-sisma sono stati centinaia i fascicoli aperti dalla magistratura in quanto collegati con il terremoto.
In primo luogo quelli che fanno riferimento ai crolli di palazzi che, realizzati in cemento armato, non hanno retto a una scossa con una magnitudo di 6,3 Richter, una scossa potente ma gli edifici, se ben realizzati, avrebbero dovuto resistere e consentire a chi vi era dentro di mettersi in salvo.
Il caso emblematico è quello del crollo della Casa dello Studente dove ci sono state otto vittime. Il processo di appello si svolgerà il 22 aprile dopo che nel primo grado sono stati condannati tre tecnici che avevano effettuato i restauri nel 2000 e un funzionario Adsu. Resta comunque il fatto che quel palazzo fu realizzato male nel 1965 ma gli esecutori non sono sotto processo in quanto morti da anni o non imputabili per età avanzata.
Ci sono state condanne in primo e secondo grado anche per altri crolli quali quello del Convitto nazionale e del palazzo di via Generale Rossi. Molti altri di questi processi sono finiti nel nulla in quanto i possibili imputati sono morti da anni. Del resto nel mirino ci sono edifici realizzati oltre 40 anni fa. L’unica assoluzione sui crolli riguarda il palazzo di via XX Settembre 79 (nove vittime) dove lo stesso pm ha chiesto il non luogo a procedere. Ma sono dolorose anche le vicende giudiziarie che riguardano gli appalti per la ricostruzione per decine di milioni in quanto lasciano presupporre un alto livello di corruzione in certi ambiti burocratici.
Da segnalare anche l’inchiesta sullo scandalo nella realizzazione di alcuni edifici del Progetto Case che sono stati sequestrati in quanto pericolanti. L’indagine, tra non molto, entrerà nel vivo con gli avvisi di garanzia.

