Videosorveglianza in 24 comuni: ecco l’argine contro ladri e vandali

Coinvolti paesi che rientrano nel cratere sismico 2009 nelle province di L’Aquila, Pescara e Teramo L’Ufficio speciale per la ricostruzione affida l’installazione di telecamere: spesa di oltre 760mila euro
L’AQUILA. Un argine ai furti nelle abitazioni e agli atti vandalici in modo da garantire la sicurezza in piccoli e grandi borghi dove la microcriminalità è in costante aumento. È uno degli obiettivi della videosorveglianza che sta per diventare realtà in 24 comuni del cratere sismico 2009. L’Ufficio speciale per la ricostruzione, con sede a Fossa, diretto dall’ingegner Raffaello Fico, ha di recente affidato alla “Sicuritalia Ivri” con sede a Como «la fornitura, posa in opera e manutenzione dei sistemi di videosorveglianza, nel quadro del progetto di innovazione digitale previsto dal Piano complementare del Pnrr nei territori colpiti dal sisma 2009 e in particolare nei comuni di Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Caporciano, Castel di Ieri, Castelli, Castelvecchio Subequo, Civitella Casanova, Collarmele, Colledara, Cugnoli, Gagliano Aterno, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio, Navelli, Ovindoli, Penna Sant’Andrea, Pizzoli, Popoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Tornimparte, Torre de’ Passeri». Fra la fine di novembre e dicembre i Comuni hanno votato una delibera con la quale aderiscono al progetto. Il costo complessivo è di 764.562 euro.
OBIETTIVI
Nella relazione che illustrava l’idea progettuale si leggeva che «si intende realizzare un sistema di videosorveglianza intercomunale per consentire la registrazione di scenari atti a supportare le forze di polizia nell’attività di prevenzione e contrasto delle illegalità e per soddisfare l’esigenza dei cittadini di una più diffusa ed efficace salvaguardia dei beni pubblici e privati e migliorare le condizioni di sicurezza. L’idea alla base del progetto di videosorveglianza territoriale è quella di un sistema integrato inteso in una duplice accezione: in primo luogo quella geografica, che si riferisce al livello territoriale preso di riferimento. In secondo luogo l’aggettivo integrato è inteso a mettere in evidenza il fatto che la videosorveglianza si colloca in un quadro di un sistema di governance territoriale incentrato sulla concertazione e la messa in rete tra gli attori del territorio».
I LUOGHI DA VIGILARE
«Da un confronto con referenti politici e i responsabili degli uffici competenti dei Comuni interessati» si leggeva ancora nella relazione «è emerso che le aree del territorio ritenute prioritarie da monitorare attraverso apparati di videosorveglianza in un’ottica di sistema sono: accessi viari, vie di ingresso e uscita dai centri abitati, assi viari principali, aree di interesse comunale, aree specifiche all'interno dei centri abitati, aree di interesse storico e culturale, aree di interesse ambientale, scuole ed edifici comunali. La soluzione individuata nel progetto di fattibilità prevede un controllo dei flussi video di ingresso costante e permanente 24 ore su 24 in modo automatico con l’istituzione di varchi elettronici di lettura delle targhe dei veicoli nei punti di accesso principali ai centri abitati installando telecamere di lettura targhe e ove richiesto, telecamere fisse che dovranno permettere una visione quanto più ampia dell'area di ripresa».

