Videosorveglianza in città prioritaria per il prefetto

Nell’incontro con Linardi il sindaco si è impegnato a fare di più per la sicurezza Ma solo cinque telecamere su 36 sono funzionanti, in tilt anche quelle della Ztl
SULMONA. Un sistema di videosorveglianza che non garantisce il servizio di sicurezza che dovrebbe assicurare e che va immediatamente inserito nelle priorità da affrontare e risolvere dall’amministrazione comunale. Lo ha detto senza girarci troppo intorno il prefetto Giuseppe Linardi nel corso dell’ultimo vertice sull’ordine e sulla sicurezza pubblica che si è tenuto all’Aquila. Il sindaco Annamaria Casini, in quella sede, ha annunciato il pugno pesante con l’adozione del Daspo per fronteggiare la microcriminalità e un impegno maggiore sul fronte della videosorveglianza. Anche perché, in più occasioni, le forze dell’ordine si sono lamentate dell’impossibilità di poter fare affidamento sulle telecamere installate in città per quanto riguarda le indagini su episodi di violenza e di microcriminalità. Le ultime lamentele sono arrivate dopo il pestaggio del poliziotto che aveva redarguito un bambino che aveva esploso un petardo sulla vetrina di un negozio tra piazza Tresca e Corso Ovidio.
Tutte le telecamere presenti della zona erano infatti fuori uso e non hanno consentito alla squadra anticrimine del commissariato di poter controllare ciò che era effettivamente accaduto. Dall’ultimo controllo effettuato dai tecnici in prospettiva del progetto di potenziamento, funzionano in maniera ottimale solo 5 telecamere su un totale di 36.
Tra queste sono andate in tilt anche quelle posizionate agli accessi della zona a traffico limitato. Con il risultato che molti automobilisti ne approfittano per girare liberamente in centro storico e lungo corso Ovidio anche senza essere muniti di autorizzazione. Sulla situazione, nell’ultimo mese diventata ancora più critica, pesa la bocciatura del ministero degli Interni che ha escluso Sulmona e altri comuni del Centro Abruzzo dalla graduatoria per l’attribuzione dei fondi destinati al potenziamento del servizio di videosorveglianza cittadino per il basso indice di criminalità rapportato alla densità degli abitanti. Al momento possono essere utilizzati solo 30mila euro già inseriti nel bilancio di previsione, non sufficienti per sostituire gli apparecchi non funzionanti o obsoleti e per potenziare l’intero apparato. Dalle ultime verifiche effettuate proprio in relazione ai fatti di cronaca avvenuti negli ultimi anni in città, è infatti emerso che andrebbero installate nuove telecamere nell’area di via Cappuccini e via Avezzano, su viale della Repubblica e soprattutto nelle frazioni.
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