Vie, telefoni e Poste: nell’Alto Sangro l’estate dei disservizi
VILLETTA BARREA. Torna a farsi sentire il Comitato territoriale Alto Sangro, che denuncia una serie di gravi inefficienze nei paesi dell’Abruzzo montano. «Continuano i disservizi nel nostro...
VILLETTA BARREA. Torna a farsi sentire il Comitato territoriale Alto Sangro, che denuncia una serie di gravi inefficienze nei paesi dell’Abruzzo montano.
«Continuano i disservizi nel nostro territorio», affermano i rappresentanti del Comitato, «dove è arrivata la stagione estiva, ma i telefonini spesso non riescono a prendere la linea, con grave danno per le attività economiche, per gli abitanti e per gli stessi turisti. Anche le televisioni nelle abitazioni non riescono a captare un segnale tv decente e continuativo, nonostante il canone obbligatorio in bolletta».
Per i rappresentanti del Comitato Alto Sangro, in uno stato indecente si presentano anche le strade, invase da erbacce e interrotte da smottamenti: «Le frane presenti sulla provinciale 479 Sannite tra Villetta Barrea e Scanno sono lì da quasi un anno e il ponte del Giovenco, sulla Provinciale 17, è chiuso dai primi di giugno, con grave danno al collegamento tra l’alta Valle del Sangro e la Valle del Giovenco», aggiungono dal Comitato, «le Poste, inoltre, hanno trasferito il centro di smistamento della corrispondenza da Pescasseroli a Castel di Sangro e Avezzano, penalizzando il territorio».
Nell’elenco del Comitato Alto Sangro non manca l’accenno al ridimensionamento dell’assistenza sanitaria nei centri dell’Abruzzo interno. «A Pescasseroli», aggiungono, «è stato chiuso l’ambulatorio dell’ufficiale sanitario».
Per i firmatari della nota di protesta, il territorio continua a essere «abbandonato» e privato di tanti servizi pubblici. «Chiediamo una attenzione maggiore e particolare da parte delle istituzioni locali e regionali per l’Alto Sangro», concludono i rappresentanti del Comitato, «data la sua alta valenza ambientale e turistica e invitiamo i Comuni del territorio a collaborare maggiormente dal momento che solo l’unità del territorio dell’Alto Sangro può migliorare la qualità della vita dei cittadini che a fatica continuano ad abitare le nostre montagne e a evitare lo spopolamento, per altro già in atto». (m.lav.)
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