Vigili del fuoco in stato di agitazione

Turni massacranti per spegnere gli incendi. D’Annibale: servono fondi per personale e attrezzature
L’AQUILA. Turni continuativi di 26-28 ore per lo spegnimento dei roghi che hanno devastato la provincia aquilana. Per questo la segreteria provinciale del Conapo, il sindacato dei vigili del fuoco, ha dichiarato lo stato di agitazione e chiesto al prefetto, Giuseppe Linardi, di attivare la procedura di “raffreddamento”, prima che venga proclamato lo sciopero a livello provinciale. La situazione, ormai, si trascina dal primo agosto, quando è scoppiato l’incendio nella pineta tra Aragno e Assergi. Poi è stata la volta di Fonte Vetica, solo per citarne due dei più estesi, che hanno messo a dura prova i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile impegnati nelle operazioni di spegnimento. Ieri l’ultimo capitolo dell’emergenza, con la caduta dell’elicottero impegnato nello spegnimento di altri focolai sul Gran Sasso. «Insomma, con il passare dei giorni, dice il segretario provinciale del Conapo, Ermanno Pitone, «si è generata una situazione che ha messo a dura prova il dispositivo di soccorso dei vigili del fuoco dell’Aquila. Con l’emergenza incendi è stato rinforzato il dispositivo di soccorso ricorrendo sia al prolungamento orario dei turni di lavoro – che nel nostro caso è di 12 ore – sia al richiamo in servizio di vigili del fuoco in turno libero. Incomprensibilmente, però, è stato disposto che il personale dovesse prestare servizio esclusivamente sugli incendi boschivi sia di giorno che di notte perché, altrimenti, non si sarebbe potuto giustificarne il pagamento. In sostanza: lavorando 20 ore su un incendio di bosco saremmo stati pagati, ma non facendo servizio per le stesse 20 ore ad esempio in sala operativa, con le linee 115 roventi. La conseguenza è che siamo arrivati a lavorare fino a 28 ore consecutive, con più di 40 gradi in alta montagna e senza una bottiglia d’acqua, contravvenendo tra l’altro ad una serie di istituti contrattuali». E l’estate non è ancora finita. «Purtroppo», aggiunge il segretario regionale del Conapo, Elio D’Annibale, «sempre più spesso dobbiamo fare i conti con richiami al risparmio imposti dall’alto. Ma soccorso e spending review non vanno d’accordo. Dirigenza e politica devono farsene una ragione. Meno fondi per i vigili del fuoco si traducono in meno sicurezza degli operatori, meno attrezzature e mezzi e minore qualità ed efficienza del soccorso da prestare ai cittadini».
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