Vigili, la nomina del comandante ora deflagra come caso politico

Oggi la commissione garanzia e controllo, opposizioni all’attacco del sindaco Biondi che non replica La Fp-Cgil: «La sentenza dei giudici del Consiglio di Stato ha bocciato il comportamento del Comune»
L’AQUILA. Dagli spari del poligono di San Vittorino al caso nomine del comandante della Polizia municipale e del direttore dell’ex Onpi, che rischia a questo punto di diventare una polveriera. La quinta commissione garanzia e controllo torna a riunirsi alle 11,30 a Palazzo Margherita su richiesta degli esponenti di opposizione (Pd, Passo possibile, L’Aquila coraggiosa e L’Aquila nuova), pronti a gettare benzina su un fuoco già acceso da Enrico Verini e Gianni Padovani. Consiglieri che ieri avevano denunciato l’urgenza di «un comandante e non di un comandato» a capo del corpo di Polizia municipale. La miccia l’aveva fornita la sentenza del Consiglio di Stato con la conferma della decisione presa dal Tar di bocciare l’incarico all’avvocato Domenico de Nardis. Sentenza comprovante «il carattere di specialità del corpo di Polizia municipale e dei suoi appartenenti», sottolinea la Cgil.
LA NOTA DELLE OPPOSIZIONI «Un’amministrazione senza freni e senza pudore, refrattaria alle regole, sia normative che di buonsenso: le vicende riguardanti il Comando di Polizia Municipale e il concorso per il ruolo di direttore del Centro Servizi Anziani ne sono la prova lampante», attaccano gli esponenti di minoranza, dichiarando di voler arrivare fino in fondo su entrambi i fronti. «Nel primo caso la giunta Biondi continua ostinatamente, da ormai 6 anni, a contravvenire alla legge regionale 42/2013 nominando illegittimamente a capo del corpo dei vigili urbani alcuni dirigenti comunali e non il personale inquadrato nei ruoli della polizia locale, come la legge dispone. Contro persino due pronunce del Tar a cui anche l’ultima sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione. Relativamente invece al concorso per la direzione dell’ex Onpi», proseguono, «tempi, modalità e graduatoria finale spiegano alla perfezione un modus operandi che vede il centrodestra talmente preso a contendersi qualsiasi posizione di potere da calpestare ormai ogni principio di opportunità. Riteniamo incredibile che a partecipare all’iter concorsuale, classificandosi nei primi posti, siano persone di strettissimo legame col sindaco e, addirittura, la stessa presidente dell’ente». Contattato dal Centro, Biondi per ora non replica.
la posizione della CGIL
La Fp-Cgil torna sulla sentenza del Consiglio di Stato. «I giudici bocciano il comportamento assunto dal Comune, ribadendo la necessità di adesione delle scelte politico-amministrative alle norme regionali in materia di Polizia amministrativa locale. Per i giudici, i dirigenti della Polizia Municipale e dell’avvocatura comunale possono eccezionalmente assumere la direzione di uffici ordinari dell’ente, ma non anche il contrario (ossia dirigenti esterni alla Polizia Municipale non possono diventare comandanti)», spiegano dalla Cgil. «Un’altra vittoria per il sindacato, le lavoratrici e i lavoratori del Comune. Una battaglia portata avanti a sostegno della legalità e nell’interesse collettivo, lì dove l’amministrazione non ha voluto nominare un dirigente/comandante autonomo a capo di un settore che, invece, dovrebbe essere connotato da una speciale autonomia anche nel rispetto delle leggi regionali in materia».

