Villa San Sebastiano, ricordi dell’alluvione

La frazione di Tagliacozzo rende omaggio alle 4 donne vittime della tragedia del settembre 1955
TAGLIACOZZO. Un temporale apocalittico, poi fango e detriti lungo le strade del paese. Lo ricordano ancora gli anziani di Villa San Sebastiano quel 5 settembre 1955 quando la forza dell’acqua, unita alle pietre e ai massi che si staccarono dal monte Aurunzo, invasero le loro strade distruggendo tutto. Sono passati 68 anni, quella comunità distrutta si è rialzata e si è rimboccata le maniche per ripartire, ma la ferita è ancora aperta. Lo ha ricordato durante la commemorazione dei giorni scorsi Roberto Giovagnorio, vicesindaco di Tagliacozzo, insieme all’assessore alle frazione, Giuseppe Mastroddi e ai consiglieri comunali, Angelo Di Marco e Goffredo Valente, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. I volti e gli sguardi degli anziani che hanno partecipato alla celebrazione e alla messa, presieduta da don Paul, in suffragio delle vittime ricordano ancora quei drammatici giorni. La frazione di Villa San Sebastiano viveva di agricoltura e, dopo una lunga estate di raccolto, si preparava all’autunno. Quel 5 settembre era un giorno di fine estate come molti. Quando iniziò a piovere in pochi capirono cosa sarebbe accaduto di lì a qualche ora. Non si trattava infatti di una semplice pioggia ma di una vera e propria alluvione con conseguenze disastrose. Improvvisamente la pioggia divenne sempre più violenta e iniziò a portare con sé fango e detriti lungo le strade del paese. Proprio come previsto dallo storico Giuseppe Gattinara nel suo libro del 1894 il paese venne distrutto dalla violenza della frana che colpì abitazioni, strade e infrastrutture. L’acqua trasformò le strade in veri e propri fiumi portando via tutto quello che incontrava. I residenti iniziarono a scappare cercando di mettersi in salvo ma non fu possibile. I danni furono moltissimi, intere case distrutte, campi allagati e detriti ovunque. Gli sfollati furono 334, ben 21 i feriti che vennero trasportati d'urgenza all’ospedale di Tagliacozzo (8) e a quello di Avezzano (13). Quattro le morti, tutte donne: Barbara Scarsella di 52 anni, Brigida Testa di 76 anni, Palmarosa Verdelocco di 75 anni e Nardella Ricci di 53 anni. La furia della frana non risparmiò neanche gli animali. In quel momento, infatti, i capi di bestiame si trovavano in campagna ma la violenza della pioggia e i tanti massi che si staccarono dal monte Aurunzo ne uccisero duecento. Per giorni e giorni la popolazione fu impegnata a spalare il fango e a eliminare i detriti dalle strade. Le abitazioni vennero ricostruite a pochi chilometri di distanza da dove si trovavano prima dell’alluvione e, nel giro di qualche anno, la comunità tornò a vivere senza paura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

