«Violentò mio figlio, ora è libero e mi sorride quando lo incontro»

1 Febbraio 2017

Una madre racconta il dramma e invoca giustizia. Un 62enne vicino di casa è accusato di pedofilia «Per dimenticare questa storia mi sono stati offerti 20mila euro, ho scritto anche al Ministero»

AVEZZANO. «Il pedofilo che ha abusato di mio figlio è libero e mi sorride beffardo ogni volta che lo incontro. Dov’è la giustizia qui in Italia?». È lo sfogo disperato di una madre che ha avuto il cuore spezzato da una inaudita violenza avvenuta nel settembre 2015 in un paese della Marsica.

Il suo bambino, 12 anni, fu avvicinato da un 62enne conosciuto in un bar. L’uomo lo invitò a salire sulla sua auto e qui, stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, abusò del minore.

«Quando tornò a casa era sconvolto e dopo varie insistenze si convinse a parlare e mi spiegò quando accaduto», racconta in lacrime la madre, una donna dell’Europa dell’Est che svolge la professione di badante, «andammo al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano e i medici riscontrarono la violenza subita. Mio figlio rimase ricoverato per tre giorni, assistito dagli psicologi».

Il giorno dopo la violenza scattò una denuncia, l’uomo venne arrestato dai carabinieri e portato in carcere. Prima una settimana dietro le sbarre, poi sette mesi di obbligo di dimora, quindi la libertà.

Il 62enne è tornato a vivere nell’abitazione confinante con quella della donna.

Nel frattempo il ragazzino è tornato insieme al padre nel suo Paese d’origine. Proprio questa motivazione ha spinto i giudici del tribunale di Avezzano a revocare la misura cautelare nei confronti dell’uomo. «La circostanza del ritorno nel Paese d’origine, accertata dalla polizia giudiziaria», è la motivazione con la quale i giudici hanno accolto la richiesta dell’avvocato dell’uomo, «elimina alla base il rischio della paventata reiterazione specifica della condotta».

La madre del bambino non ci sta, tanto che ha scritto anche una lettera al ministero della Giustizia. «Mio figlio torna nella Marsica in estate e trascorre qui diversi mesi», ricorda la donna, «non posso vivere con questa angoscia nel cuore, non so più dove sbattere la testa. Voglio giustizia per il mio bambino ma anche per altri piccoli che vivono in paese e che rischiano di subire le stesse attenzioni particolari da questa persona. Ogni volta che mi incontra sorride in modo beffardo, come a dire: “vedi, non mi hanno fatto niente”. Ma dove sta la giustizia? Ho tutte le carte per dimostrare ciò che dico e ci sono delle precise perizie mediche. Ma nessuno mi aiuta. Quell’uomo mi ha offerto 20mila euro per mettere a tacere tutta la vicenda, ma io non ci sto. E lui continua a ridermi in faccia. Nella lettera al Ministero ho chiesto di risolvere questa vicenda. Nessuno mi ha risposto».

Oggi, in tribunale ad Avezzano, è previsto un incidente probatorio per l’uomo accusato di pedofilia.

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