Violenza sessuale, amico di famiglia nei guai

19 Ottobre 2021

Giudizio immediato a carico di un 37enne, la vittima una ragazza di 16 anni seguita anche in piscina

L’AQUILA. Violenza sessuale dall’amico di famiglia, con tanto di minacce affinché non rivelasse nulla. Comparirà stamani davanti al tribunale in composizione collegiale – presieduto da Alessandra Ilari – un uomo di 37 anni di nazionalità marocchina (il nome si omette, a tutela della vittima del reato, una minorenne), imputato di violenza sessuale aggravata in relazione a fatti avvenuti l’anno scorso.
Nei confronti dell’imputato è stato disposto il giudizio immediato, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, avanzata lo scorso primo marzo. Lo stesso imputato, per questa causa, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto, con violenza e minaccia, una ragazza di 16 anni «a subire atti sessuali, in particolare toccamenti nelle parti intime e baci, nonostante il suo espresso dissenso e i tentativi di opporsi alla violenza anche fisicamente». L’uomo, inoltre, avrebbe abusato delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima, approfittando, tra le altre cose, del rapporto di amicizia con i genitori della minorenne e frequentando abitualmente, anche con la propria famiglia, la loro abitazione soprattutto nei giorni di sabato e domenica. Il pretesto, sempre secondo la formulazione dell’accusa, sarebbe stato quello di far visionare alla minorenne alcuni documenti oppure di farle controllare il proprio telefono cellulare per verificare il funzionamento di alcune applicazioni installate. Con questi pretesti sarebbe entrato nella camera da letto della ragazza ponendo in atto le condotte contestate. In una circostanza l’uomo le si sarebbe avvicinato mentre nuotava in piscina e l’avrebbe immersa con la testa sott’acqua premendole con forza la testa.
L’imputato è assistito dagli avvocati Antonio e Francesco Valentini, la persona offesa del reato dall’avvocata Simona Giannangeli del Centro antiviolenza per le donne dell’Aquila.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.