Violenza sessuale sulla modella: Luciani ha patteggiato due anni

Pena sospesa: definita in Calabria la posizione del fotografo di 44 anni denunciato da tre ragazze Accusato di aver palpeggiato una minore in un servizio a Tropea, cadute tutte le altre imputazioni
L’AQUILA. Il fotografo e regista aquilano Alessandro Luciani ha patteggiato. Per il 44enne una pena di due anni, ma sospesa.
Di tutte le accuse nate dalle denunce di tre giovani modelle, infatti, alla fine ne è rimasta soltanto una, quella di violenza sessuale ritenuta di minore gravità, per aver spalmato la crema solare sul corpo di una minorenne durante un servizio fotografico in scena a Tropea.
Sono invece cadute tutte le altre imputazioni, che lo vedevano accusato di diversi casi di palpeggiamenti e di aver diffuso materiale pedopornografico. Tanto che le foto che ha scattato sono state dissequestrate e sono stati annullati anche il divieto di avvicinamento alle parti offese e il divieto di svolgere attività lavorativa con i minori.
Il procedimento penale si è concluso con l’accordo tra Luciani e Procura nel tribunale di Vibo Valentia, dove le carte erano state trasferite a ottobre per competenza territoriale. Il caso della crema spalmata sul corpo della modella minorenne è infatti avvenuto durante il servizio fotografico di gruppo andato in scena in Calabria nell’agosto del 2021.
La bufera sul professionista era però partita all’Aquila durante l’estate scorsa, dopo la denuncia delle tre ragazze, tra cui una minorenne.
A effettuare le indagini è stata la Squadra mobile, sotto il coordinamento del pubblico ministero Marco Maria Cellini.
L’uomo era accusato di aver messo in piedi un vero e proprio «modus operandi», tanto da finire ai domiciliari.
Era infatti accusato, tra le altre cose, di aver «palpato seno o glutei delle aspiranti modelle», tentando «approcci sessuali» durante alcuni servizi fotografici – in scena tra il 2021 e il 2022 – e «arrivando a diffondere, sui principali social, foto che ritraevano le giovani ragazze in topless, senza il loro consenso».
Su quest’ultimo punto il fotografo, difeso dall’avvocato Marco De Paulis, si è potuto difendere facendo forza su alcuni elementi. Tra questi, il fatto che per gli scatti effettuati durante il servizio a Tropea aveva avuto l’autorizzazione dei genitori della minorenne, poi ritratta a schiena nuda. E, secondo una sentenza del 2019 della Corte di Cassazione, le foto artistiche, anche se di nudo, se realizzate da un fotografo professionista, come nel caso di Luciani, non fanno configurare la pornografia minorile.
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