Violenza sulla badante romena L’arrestato nega e si difende

PACENTRO. «Non l’ho toccata con un dito e quando ho capito che non ci stava l’ho riaccompagnata alla stazione di Sulmona affinché potesse tornare liberamente a Roma». Si difende così Domenico...
PACENTRO. «Non l’ho toccata con un dito e quando ho capito che non ci stava l’ho riaccompagnata alla stazione di Sulmona affinché potesse tornare liberamente a Roma». Si difende così Domenico Piccirillli, il 42enne di Pacentro arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una badante romena che doveva prendere lavoro alle sue dipendenze per accudire gli anziani genitori. Non nega di averci provato e tramite il suo legale, l’avvocato Giancarlo Santilli, ripete, così come aveva fatto con il giudice, di non aver insistito più di tanto quando la giovane ha detto che non era disposta ad accettare le sue particolari attenzioni. L’uomo ha anche confermato che già altre volte aveva provato ad adescare badanti straniere sempre con lo stesso stratagemma: con un annuncio sui giornali romani, soprattutto sulla free press, offriva un posto di lavoro come badante a 750 euo al mese. Un modo sicuramente efficace per attirare l’attenzione. Soprattutto perché in tante non si sarebbero tirate indietro davanti alle sue proposte.
«Con alcune mi sono anche fidanzato, non facendo mancare nulla durante la loro permanenza a Pacentro», avrebbe ribadito Piccirilli al giudice nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto. E il giudice gli ha creduto, tanto da alleggerire la misura cautelare nei suoi confronti, trasformando gli arresti domiciliari in obbligo di dimora, nonostante vi fosse il pericolo di reiterazione del reato in virtù dei chiari precedenti a suo carico e della condanna a due anni di reclusione, che lo stesso tribunale di Sulmona aveva sancito nel giugno scorso.
Claudio Lattanzio
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