Violenze all’asilo, sequestrato telefonino

1 Settembre 2019

Appartiene alla madre che ha denunciato. Bambini a colloquio dalle psicologhe. A novembre incidente probatorio

AVEZZANO. Si è vista sequestrare lo smartphone a titolo di prova la mamma che ha accusato una maestra di aver lanciato una costruzione contro la figlioletta, procurandole un livido. Questo e altri indizi raccolti nell’ambito dell’inchiesta su presunti maltrattamenti in una scuola dell’infanzia della Marsica, che vede indagate due insegnanti, saranno decisivi nel corso dell’incidente probatorio fissato per il 18 novembre. Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Elisabetta Labanti che, a sua volta, ha coinvolto il Tribunale per i minori dell’Aquila dove il gip Cecilia Angrisano ha ipotizzato anche il reato di lesioni personali.
Volgono quasi al termine, invece, i colloqui protetti dei sei minori di età compresa tra i 3 e i 6 anni affidati a due psicologhe nominate dalla Procura al fine di accertare o escludere se le indagate si siano macchiate del grave reato o se totalmente estranee ai fatti. Ai colloqui stanno partecipando anche due esperti di parte ingaggiati dalla difesa delle due.
Tutto ha avuto inizio dalla denuncia presentata da alcune madri insospettite dai comportamenti manifestati all’improvviso dai loro figli. A pochi mesi dall’inizio dello scorso anno scolastico, alcuni bambini hanno palesato una chiara volontà di non voler frequentare l’asilo attraverso capricci e incubi notturni. Alcuni hanno poi raccontato di strattoni, schiaffi e tirate d’orecchie da parte delle due insegnati che hanno spinto le mamme dai carabinieri. Le delicate indagini condotte dai militari del comando di Tagliacozzo, guidati dal capitano Silvia Gobbini, si sono avvalse di intercettazioni ambientali e filmati resi dalle telecamere di videosorveglianza piazzate per 15 giorni nella scuola e già al vaglio degli inquirenti.
Attraverso i loro legali le due donne hanno respinto ogni accusa. «Le nostre assistite stanno vivendo un vero incubo», dichiarano Antonio Pascale e Andrea Tinarelli, «fiduciosi e convinti che tutto si risolverà in una bolla di sapone siamo pronti a sporgere denuncia per calunnia. Si tratta di accuse infondate in quanto i filmati acquisiti mostrano due insegnanti premurose durante le lezioni e le attività ludiche che imboccano i bambini e li aiutano a soffiarsi il naso. Nessuna traccia di violenze anche nella relazione stilata dei carabinieri».
Sull’indagine c’è il massimo riserbo dato il coinvolgimento di minori. Decisive saranno le valutazioni psicologiche rese dagli esperti alla Procura che già nei prossimi giorni potrebbero arrivare sulla scrivania del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta. Secondo quanto si apprende, le psicologhe terranno altri due colloqui programmati prima di chiudere le audizioni e procedere con una relazione. «Smentiamo», concludono i legali della difesa, «che siano stati presi provvedimenti disciplinari nei confronti delle donne una supplente e l’altra già beneficiaria di un trasferimento». (r.rs.)
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