Violenze alla stazione, telecamere spente

Solo a metà aprile potranno tornare in attività. Potenziati i servizi Polfer per due notti a settimana
AVEZZANO. Videosorveglianza “in sonno” nel piazzale della stazione ferroviaria: le telecamere invocate dal Comitato a difesa della legalità e sicurezza – unitamente a più controlli delle forze dell’ordine – per contrastare l’emergenza criminalità nel quartiere, torneranno in attività entro la metà di aprile, al termine degli interventi di adeguamento del sistema di trasmissione dei dati, ora funzionante a fasi alterne. Operazione che sta interessando l’intero sistema di videosorveglianza della città (48 telecamere) del quale è responsabile il capitano Antonello Febbo. In attesa della riaccensione degli occhi elettronici per sorvegliare la piazza antistante la stazione ferroviaria, all’interno dell’area di Rfi, proprietaria del tunnel dove è avvenuta una violenza sessuale, la polizia ferroviaria ha potenziato i servizi di controllo. Oltre ai due turni canonici, dalle 7 alle 19, gli agenti saranno al lavoro fino alle 23- 24 per almeno due giorni alla settimana. Negli altri giorni l’area calda della stazione sarà sotto l’occhio del commissariato. Ma il Comitato a difesa della legalità e della sicurezza, nato per fermare la spirale di violenze e allontanare gli spacciatori, gli irregolari e i delinquenti che bivaccano a ogni ora dentro e fuori la stazione, teme che non possa bastare. Il quadro del degrado urbano messo sul tavolo dai rappresentanti del comitato di Corso della Libertà e zone limitrofe, Luciana Simonelli, Giuliana Di Pasquale ed Edoardo Stringini, infatti, lascia presupporre un’azione decisamente più incisiva e coordinata delle forze dell’ordine. A tal proposito, il comandante della polizia locale, Luca Montanari, dopo aver ricordato l’istituzione del servizio h24 degli agenti di polizia locale, in ausilio alle altre forze dell’ordine, e i fondi spesi dal Comune di Avezzano per il sistema di videosorveglianza, ora in fase di potenziamento, fa qualche precisazione: «Ordine e sicurezza sono compiti dello Stato. La polizia locale può fare solo da supporto». Sulla questione sicurezza fa sentire la sua voce anche Casapound. «Non è possibile», dichiara Mario Angelucci, «che una ragazza non possa circolare senza paura di essere molestata e non è giustificabile un tale stato di noncuranza e abbandono. La situazione è fuori controllo».
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