Vitivinicoltura a picco le aziende chiedono aiuto

Gelata di aprile, pioggia e malattie hanno messo in ginocchio il settore L’agronoma Di Bacco: «Problemi a non finire, la produzione è scesa del 70%»
PRATOLA PELIGNA. Ghiaccio, pioggia, malattie e cinghiali hanno messo in ginocchio il settore vitivinicolo della Valle Peligna. Produzione a picco e imprenditori alla disperata ricerca di salvare le prossime vendemmie. Si, perché l’anno nero della vite non si ferma e rischia di avere ripercussioni anche per i prossimi raccolti. Per questo i produttori hanno messo in atto una corsa contro il tempo iniziata con la drammatica gelata di fine aprile, continuata con le abbondanti piogge di agosto e ora con il tentativo di salvare il poco prodotto rimasto dall'attacco dei cinghiali. Mesi difficili come non si registravano da decenni con la ricomparsa persino del pericoloso fungo malefico della peronospora. Un parassita che se non fermato in tempo rischia di ridurre a rami secchi i pregiati vigneti. «La produzione è scesa di oltre il 70%», afferma Velia Di Bacco agronoma e membro del consorzio vignaioli Terre dei Peligni, «purtroppo anche il mese di agosto non ha aiutato e le aziende si sono ritrovate a fare il doppio degli investimenti, lavorando più del dovuto solo per cercare di salvaguardare il futuro stesso dei vigneti». Lavoro dunque, mentre sembra arenarsi la strada per chiedere lo stato di calamità naturale. «Con le nuove norme», ha aggiunto Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «non si possono avere aiuti consistenti e solo il riconoscimento dello stato di calamità per il quale sono partite le pratiche con la gelata di aprile, ci potranno essere aiuti reali. Speriamo che ci sia un impegno concreto anche da parte del mondo politico». Intanto, sul territorio, si continua a lottare per salvare la produzione anche contro le scorribande dei cinghiali. «Riusciremo a fare meno prodotto, ma sicuramente a garantire la qualità dei nostri vini», ha detto Alice Pientrantonj dell'omonima cantina di Vittorito, «stiamo lavorando ma è necessario almeno eliminare l'annoso problema dei cinghiali che stanno depredando le colture rimaste». Un quadro a tinte fosche che oltre alla Valle Peligna interessa anche l'area della Valle del Tirino. Zone dove il comparto vitivinicolo continua a rappresentare uno dei settori trainanti di tutta l'economia. Per questo si rendono necessari degli interventi urgenti, anche di tipo economico, per dare la possibilità alle aziende di respirare e continuare a produrre.
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