Vittorito, l’odontotecnico perde il lavoro e alleva maiali neri

L’odissea di Franco Del Beato: ho cambiato due lavori a causa della crisi Insieme ai miei cugini ho scelto quest’attività dura ma piena di soddisfazioni
VITTORITO. Perde il lavoro e decide di aprire un allevamento di maiali neri insieme ai cugini. È stato il “Nero Peligno” l’obiettivo che ha ridato la speranza nel futuro a Franco Del Beato, 47 anni di Vittorito. Il suo futuro lavorativo era compromesso da due esperienze negative che lo avevano segnato. La sua famiglia – composta da moglie e due figli – aveva delle esigenze e lui, senza perdersi d’animo, ha deciso di rimboccarsi le maniche e puntare tutto sulla tradizione contadina abruzzese. È proprio lì che ha trovato la risposta a tutte le sue preoccupazioni grazie a una dose di entusiasmo e un po’ di incoscienza iniziale. «Prima facevo l’odontotecnico», ha raccontato l’allevatore, «poi ho lasciato per dei problemi sopraggiunti e ho iniziato a lavorare in una fabbrica a Raiano. Purtroppo, come spesso è accaduto negli ultimi anni, l’azienda era in crisi e poco dopo ha chiuso. Inizialmente ho avuto l’opportunità di usufruire degli ammortizzatori sociali, ma poi mi sono ritrovato senza un posto di lavoro».
È in quel momento che è nata l’idea di creare un allevamento legato alla tradizione abruzzese. Il maiale nero, infatti, duemila anni fa era molto diffuso e protagonista del mondo contadino. L’Abruzzo è stato per secoli custode di questa razza che si distingueva per il colore nero dei maiali e per le grandi orecchie pendenti sugli occhi. Dagli anni Sessanta in poi, però, il maiale nero è scomparso fino a quando non è stato riscoperto da alcune aziende regionali che ora lo allevano con meticolosità e devozione.
«Insieme ai miei cugini Luca e Marco Ciccarelli, che lavorano e vivono nel Nord Italia dove hanno delle loro attività in settori diversi, abbiamo deciso di dare vita a quest’attività che portiamo avanti ormai da più di quattro anni», ha continuato Del Beato. «Abbiamo iniziato per gioco con otto maiali, di cui 4 femmine. Oggi abbiamo 200 capi. I maiali neri possono vivere anche all’aperto perché resistono alle fredde temperature. Quando abbiamo iniziato, qualche terreno per l’allevamento ce l’avevamo. Altri, poi, li abbiamo comprati e così è iniziata quest’avventura». I maiali neri sono molto pregiati e vengono allevati secondo dei parametri precisi che l’azienda Nero Peligno segue alla perfezione per avere un prodotto genuino e di qualità. «La carne si vende bene perché è buona e ricercata, ma ci sono tante spese e serve tanto impegno», ha sottolineato l’allevatore. «La mattina mi sveglio molto presto, soprattutto l’estate quando è caldo, per andare a dare da mangiare granturco, orzo, girasole ed erba medica ai maiali. Poi il pomeriggio ci ripasso per controllare i recinti, sistemare qualche animale o spostarli. Il resto del tempo cerco di distribuirlo per fare tutto il resto». La promozione è fondamentale nel settore e per questo l’azienda agricola di Vittorito si è attrezzata per diffondere il nome e far conoscere il prodotto. «Siamo stati a Casa Abruzzo in occasione dell’Expo», ha sottolineato Del Beato, «e poi partecipiamo a fiere ed eventi. Facciamo parte dell’associazione per la tutela del maiale nero d’Abruzzo». Prossimo obiettivo? «Abbiamo iniziato a farci produrre da un norcino i salumi con le nostre carni, senza conservanti e senza additivi chimici», ha concluso l’allevatore. «L’intento è quello di aprire un laboratorio e iniziare a produrre da soli i nostri salumi. Un lavoro come questo è duro, ma dà molta più soddisfazione di quello in una fabbrica».
Eleonora Berardinetti
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