Viveri e indumenti ai poveri in nome di San Orione

8 Febbraio 2015

PESCINA. Quell'immagine di Don Orione che si aggira tra le macerie per trarre in salvo bambini rimasti orfani, è rimasta scolpita nei cuore e nella mente dei pescinesi. E per onorare quello "strano...

PESCINA. Quell'immagine di Don Orione che si aggira tra le macerie per trarre in salvo bambini rimasti orfani, è rimasta scolpita nei cuore e nella mente dei pescinesi. E per onorare quello "strano prete", assurto agli altari, la popolazione si è lanciata in una commovente gara di solidarietà. L'occasione le è stata offerta dall'arrivo a Pescina della reliquia del santo. Per due settimane, l'intera città si è mobilitata per aiutare le famiglie in grave difficoltà. Ognuno ha dato quello che ha potuto. E la cattedrale si è trasformata in un gigantesco centro di raccolta. Significativa la partecipazione a questa gara di solidarietà degli alunni dell'Istituto comprensivo "Fontamara", sensibilizzati dalla preside Maria Gigli e dai docenti, e dei piccoli della scuola d'infanzia delle Suore dello Spirito Santo. Sono stati raccolti svariati quintali di alimentari, giochi, carrozzine, scarpe e vestiti per adulti e bambini. Tutto il materiale raccolto è stato consegnato al parroco della cattedrale, don Giovanni Venti, che, sulla base di un elenco fornito dagli organi di assistenza pubblica e di segnalazioni dei cittadini e dei parroci di Pescina e Venere, provvederà a distribuirlo alle famiglie bisognose. Un lavoro molto impregnativo, in cui don Giovanni potrà avvalersi della preziosa collaborazione di altri due parroci e di un comitato cittadino, i cui componenti in questi giorni hanno dimenticato di avere una casa. Forse anche don Giovanni è un "prete strano", come era apparso Don Orione ai pescinesi, dopo il terremoto della Marsica. Entrando in canonica, dietro la porta, si notano scarpe, vestiti, pacchi. Il visitatore è portato a pensare che don Giovanni sia un prete disordinato. Invece, sentendo i fedeli, è un prete vero. Tollerante, generoso, che vive donando tutto. «Tutti coloro che hanno bisogno, qualunque sia la loro fede religiosa», è la testimonianza di Stefania Agresta, «troveranno la porta della canonica aperta. Don Giovanni dona loro tutto quello che ha. Persino la legna che i pescinesi gli portano per riscaldarsi. Preferisce vivere lui al freddo». Da sottolineare è anche l'iniziativa dei ragazzi dell'oratorio, che hanno voluto copiare le centinaia di frasi, scritte sugli scatoloni che formavano il "Grande muro della solidarietà", a suggello dell'immensa gratitudine dei pescinesi per San Luigi Orione.

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