«Viviamo con 300 euro, niente aiuti sanitari»

5 Gennaio 2017

Denuncia di una famiglia di Pratola con due figli minori. L’avvocato Di Bacco: accanimento senza morale

PRATOLA PELIGNA. Non hanno reddito e devono pure pagarsi le cure sanitarie. Una condizione drammatica per una famiglia di Pratola Peligna – padre, madre e due figli minorenni – che vive con 300 euro al mese. Una cifra che non consente di presentare la dichiarazione dei redditi e quindi preclude la possibilità di accedere all’esenzione del ticket sanitario.

Un dramma che solo nella Valle Peligna sta interessando centinaia di famiglie.

«Stiamo sollecitando la Regione e gli altri organi statali competenti a mettere ordine in questo pastrocchio amministrativo», afferma Edoardo Facchini del Tribunale per i diritti del malato di Sulmona, «bisogna fare presto perché le famiglie soffrono e non possono accedere alle cure mediche, in quanto non hanno reddito e non godono delle altre forme di esenzione, come per esempio quelle per i disoccupati e le persone in mobilità».

Assenza di diritti che sta mettendo a dura prova il tessuto sociale del territorio già logorato dalla crisi economica. Un quadro a tinte fosche su cui si accaniscono anche gli organi di controllo. «Non ci sono più diritti», lamenta Aldo Di Bacco, avvocato di Pratola che segue la famiglia, «solo qualche tempo fa ai miei assistiti è stata recapitata un’ingiunzione di pagamento di 70 euro perché avevano fatto delle visite mediche precedenti e dai controlli risulta che non avessero diritto all’esenzione. Un accanimento cieco e senza morale contro chi ha meno».

L’ingiunzione ha ridotto ulteriormente il potere di acquisto del nucleo familiare, che ora chiede un intervento dei vertici della Asl, tra cui il direttore generale Rinaldo Tordera e quello amministrativo Stefano Di Rocco, e dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci.

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