Vola negli Stati Uniti e dona un rene all’amico

21 Giugno 2014

L’atto d’amore di Pietro Scarponi, commerciante e politico Si sottopone a un intervento per salvare un 40enne gravemente malato

PESCASSEROLI. Vola in Colorado per donare il rene al figlio di un caro amico. Arriva da Pescasseroli la storia di solidarietà che ha come protagonista Pietro Scarponi, commerciante ed ex amministratore locale. L’uomo ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico per donare il rene a Carlo M., 40enne che da anni frequenta Pescasseroli.

A raccontare il gesto di Pietro, che si trova ricoverato all’University of Colorado hospital, è Francesca Pistilli, amica di famiglia che in questi anni ha seguito tutto il percorso, medico e personale, che lo ha portato a maturare la decisione.

«Carlo» ha raccontato Francesca Pistilli «si era già sottoposto a trapianto alcuni anni fa, ricevendo un rene dalla sorella. Pietro, da anni legato da profonda amicizia con il padre di Carlo, ha deciso di offrire il suo rene iniziando tutti gli accertamenti necessari che hanno poi portato all’operazione».

Un percorso durato alcuni anni, durante i quali Pietro Scarponi ha dovuto anche perdere diversi chili per fare in modo che il suo organismo fosse perfettamente pronto per affrontare l’operazione. «Anche dal Colorado» ha aggiunto Francesca Pistilli «ci teniamo in contatto e non appena è stato possibile mi ha mandato un sms scrivendomi: sto bene, è andato tutto bene». Profondamente toccata dal gesto del suo concittadino è anche il vicesindaco Stefania Tudini, “avversaria” politica insieme all’attuale sindaco Anna Nanni, di Pietro Scarponi, anch’egli candidato per la poltrona di primo cittadino nell’ultima tornata elettorale.

«In questi anni» ha detto Stefania Tudini «ho avuto modo di conoscere Carlo che frequentava abitualmente Pescasseroli. Ammiro Pietro Scarponi per il suo gesto che pochi avrebbero avuto il coraggio di compiere».

E l’evento di cui Pietro Scarponi è protagonista è eccezionale anche sotto il profilo tecnico: l’intervento è avvenuto durante un triplice incrocio tra sei persone che vivono in paesi diversi (Missouri, Colorado e Oregon). Grazie ad un sistema di alta tecnologia, denominato “Cross o paired donation” è stato possibile superare l’ostacolo dei problemi di trasporto e di consegna urgente degli organi tra il donatore e il ricevente.

Claudia Sette

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