Volto Santo, rito a porte chiuse

16 Aprile 2020

Tagliacozzo, il virus ferma la tradizione: niente corteo e dolci delle monache

TAGLIACOZZO. Non ci saranno le chiese e le piazze della città gremite per venerare il Volto Santo, non ci sarà il solenne corteo per le vie della cittadina, né il centro storico attraversato dagli ordini cavallereschi fino a piazza Obelisco. Quest’anno l’acqua della fontana non schizzerà verso il cielo e i bambini non alzeranno “palommelle” e “cavallucci”, preparati dalle monache benedettine, per ricevere lo Spirito Santo.
Ci sarà solo il silenzio della quarantena al posto delle melodie della complesso bandistico di Tagliacozzo. Non ci sarà nemmeno il suggestivo contrasto cromatico tra gli antichi palazzi e i colori della folla. Il coronavirus è riuscito a fermare anche questo, una tradizione vecchia di secoli. Ma certamente non riuscirà a spegnere la devozione dei fedeli per la sacra effigie di Cristo sofferente, conservata nel monastero delle benedettine. Per la prima volta dopo secoli di tradizione, per la festa del Volto Santo, si terrà una cerimonia a porte chiuse.
Quell’aria di festa e di gioia davanti al convento delle monache, al lavoro senza sosta per realizzare i tradizionali dolci preparati dal 1700 con una ricetta segreta, non accompagnerà stavolta l’immagine sacra del Volto Santo fuori dal monastero. Tutto fermo, in attesa di tornare alla normalità.
Quest’anno, a causa dell'emergenza coronavirus, il rituale si svolgerà a porte chiuse nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano (trasmesso in streaming e sul canale 119).
La domenica in Albis, la prima dopo Pasqua, le benedettine consegneranno al parroco, don Bruno Innocenzi e al sindaco Vincenzo Giovagnorio la sacra immagine raffigurante il volto di Gesù, una rarissima copia di quella conservata nella basilica vaticana, donata tra il XVII e il XVIII secolo dai principi Colonna alla municipalità.
Si volgerà la solenne cerimonia eucaristica mentre il quadro sarà posizionato al fianco dell'altare. Il vescovo, monsignor Pietro Santoro che presiederà la cerimonia, porterà il quadro sulla soglia della chiesa e, al termine della manifestazione, il “Volto Santo” tornerà alle monache che ne saranno custodi fino al prossimo anno.
Solo allora l’effigie potrà essere accompagnata ancora una volta in piazza Obelisco, seguita dalla processione. Allora sì, i bambini torneranno ad alzare cavallucci e palommelle verso il cielo. Proprio in quell’istante dalla storica fontana dell’obelisco tornerà a zampillare l’acqua a tutta pressione e la banda potrà intonare le sue note.
©RIPRODUZIONE RISERVATA