WindTre in silenzio, scatta lo sciopero

In piazza i 160 operatori di Customer 2 Care di via dell’Arcivescovado. Sindacati e Pezzopane: l’azienda ha tradito la città
L’AQUILA. WindTre non risponde e scatta lo sciopero dei 160 operatori del call center Customer 2 Care. Dovrebbe diventare esecutiva da oggi la disdetta del contratto di subappalto al sito aquilano, annunciata dalla committente campana Call Center Sud, ma nessuna risposta è arrivata all’appello lanciato nei giorni scorsi da lavoratori e sindacati. Ieri gli operatori aquilani hanno attuato azioni di sciopero nella sede di via dell’Arcivescovado, in centro storico.
Ma l’azienda telefonica WindTre, che nel 2016 aveva garantito di mantenere i livelli occupazionali, «oggi sta voltando le spalle alla città». Sulla vertenza interviene, chiedendo «riscontri immediati», la deputata del Pd Stefania Pezzopane. Nei giorni scorsi il sindaco Pierluigi Biondi aveva scritto al ministero per lo Sviluppo economico e del Lavoro.
«Resta incerto il futuro», dicono Slc-Cgil, Uilcom-Uil e le Rsu, «per i 160 lavoratori del call center Customer 2 Care che lavorano la commessa WindTre. Il 23 gennaio scorso, in sede d'incontro con sindacati e Rsu, l'amministratore unico di C2C ha informato che la committente CCSud recederà unilateralmente il contratto di subappalto a C2C, a far data dall’11 febbraio 2020. Secondo quanto riportato da CCSud», spiegano i sindacati, «i volumi di traffico forniti da WindTre non consentono il mantenimento degli attuali livelli occupazionali». Ad oggi, «ancora nessuna risposta è arrivata da parte di WindTre, nonostante i ripetuti solleciti delle organizzazioni sindacali e di tutte le istituzioni aquilane. L'operatore telefonico», sottolineano i sindacati, «nel 2016 si era impegnato a garantire i livelli occupazionali e contrattuali all'Aquila: oggi, invece, volta le spalle alla città e ai 160 lavoratori. Questo silenzio è inaccettabile, è un tradimento della promessa fatta alla città».
Da qui la decisione, da parte degli operatori, di incrociare le braccia: «WindTre deve fornire riscontro immediato», concludono i sindacati, «mantenendo fede al suo impegno, garantendo i livelli occupazionali, economici e contrattuali oggi in essere». Analoga richiesta da parte della Pezzopane, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, che ha già presentato un’interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e al ministro delle Attività produttive, Stefano Patuanelli.
«Apprendo ora da una nota unitaria di Slc-Cgil e Uilcom Uil», scrive Pezzopane, «che a meno di 24 ore dalla effettiva disdetta del contratto di subappalto resta incerto il futuro per i 160 lavoratori di Customer 2 Care che lavorano la commessa WindTre. L'operatore telefonico nel 2016 si era impegnato a garantire i livelli occupazionali e contrattuali all'Aquila. Concordo con i sindacati: il silenzio dell’azienda è inaccettabile, è un tradimento della promessa fatta alla città. WindTre deve fornire riscontro immediatamente, mantenendo fede al suo impegno, garantendo i livelli occupazionali, economici e contrattuali oggi in essere».
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