Wwf contro i palloncini nero-verdi

11 Dicembre 2018

Gli ambientalisti critici: «In poche ore quella plastica ricade a terra»

L’AQUILA. «Palloncini? No grazie». Il Wwf critica la scelta di liberare palloncini in aria in occasione della festa della Rinascita alla quale ha preso parte anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«È stata una vera e propria gioia festeggiare un momento così bello e atteso da più di nove anni», scrive il Wwf in relazione alla cerimonia di riapertura della chiesa delle Anime Sante. «E tutti ci auguriamo che, anche attraverso questi momenti simbolici, si possa dare impulso alla rinascita del nostro capoluogo di regione. Il momento centrale di festa è stata contrassegnato dal lancio in aria di centinaia e centinaia di palloncini verdi e neri, i colori della città, liberati dai tanti bambini presenti. E questo ci offre l’occasione per condividere con tutti una piccola riflessione sugli effetti della scelta di festeggiare così questo evento. È giusto contrassegnare un felice momento di comunità liberando nell’aria palloncini di plastica che, inevitabilmente, nel giro di poche ore, ricadranno a terra? Possibile che nel 2018, dopo tutte le campagne informative sulla necessità di ridurre il consumo di plastica, sui danni che la stessa provoca all’ambiente e alla salute degli animali e dell’uomo, sul suo impatto sugli ecosistemi marini, non si trovi di meglio per celebrare una festa?».
Si stima, secondo il Wwf, che nel 2015 la produzione mondiale di plastica sia stata di 322 milioni di tonnellate, venti volte maggiore rispetto al 1964. Di queste quantità enormi, solo il 14% viene differenziata e soltanto il 5% effettivamente riciclata (il 7% considerando il Pet, il polimero maggiormente utilizzato nella produzione di bottiglie). «Attualmente il 40% della produzione globale di plastica è destinato alle discariche e addirittura il 32% non viene neppure raccolto e va disperso nell’ambiente. Ogni anno milioni e milioni di tonnellate di buste, bottiglie, accendini, utensili vari e anche palloncini finiscono a mare: è stato calcolato che di questo passo nel 2050 negli oceani ci sarà una quantità di plastica superiore alla quantità di pesce. Questa plastica è indistruttibile e provoca la morte per soffocamento a pesci e tartarughe marine. Inoltre, dopo anni, finisce per disgregarsi creando microframmenti che vengono ingeriti da pesci e molluschi tanto da essere stati ritrovati anche nel pescato che arriva sulle tavole. Tutti insieme dobbiamo invertire questa tendenza».