Zaffiri e De Rossi pro Intecs

I due ex rugbisti al presidio dei 65 ricercatori licenziati
L’AQUILA. «Campagna elettorale? No grazie». I 65 ricercatori licenziati della Intecs ribadiscono la loro contrarietà a «essere fatti oggetto di strumentalizzazioni a fini elettorali» e sollecitano «a gran voce che siano formalizzati quei percorsi di recupero delle nostre professionalità, da tempo delineati dalle istituzioni, ma che pericolosamente tardano a essere finalizzati».
Nel frattempo, sono tanti i cittadini che stanno portando la loro solidarietà agli ex lavoratori, da giorni riuniti in presidio con un camper davanti alla sede regionale di Palazzo Silone. Tra gli altri, anche i due ex giocatori di rugby Maurizio Zaffiri e Andrea De Rossi. «In queste ultime ore», dicono i ricercatori, «abbiamo ricevuto diversi inviti dalle varie forze politiche, a prendere parte agli eventi organizzati nell’ambito della campagna elettorale. In coerenza con quanto comunicato nei giorni scorsi, circa la nostra determinazione a non essere fatti oggetto di strumentalizzazione a fini elettorali, pur apprezzando gli inviti abbiamo deciso di declinarli tutti. Riteniamo che i nostri interlocutori non possano che essere le istituzioni, in particolare quelle preposte alla ricerca di soluzioni alle crisi industriali. Per questo, abbiamo deciso di proseguire con il presidio davanti alla sede aquilana dell’assessorato regionale alle Crisi e alle Attività produttive e nel nostro camper continueremo a ricevere tutti coloro che vorranno conoscere in modo diretto la nostra storia e la nostra condizione attuale. Ancora oggi», sottolineano, «la vertenza è priva di soluzioni concrete». Esiste un accordo del 2016, siglato in Regione, che prevede la loro ricollocazione nelle aziende del territorio.
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