Zarro: il ruolo di Collemaggio nel Giubileo della Misericordia

19 Gennaio 2016

di ROMOLO ZARRO* Conferire un respiro mondiale al programma del Giubileo, con l’adozione di strumenti significativi sulle tematiche sociali e la condizione giovanile. Il Giubileo indetto da Papa...

di ROMOLO ZARRO*

Conferire un respiro mondiale al programma del Giubileo, con l’adozione di strumenti significativi sulle tematiche sociali e la condizione giovanile. Il Giubileo indetto da Papa Francesco può diventare una straordinaria occasione di riflessione a tutto tondo, dalle politiche macroeconomiche al lavoro, passando per il welfare e le novità nella formazione dei giovani. È trascorso circa un mese dall’apertura della porta santa a San Bernardino e delle ventitré porte sante delle sette Diocesi abruzzesi per dare avvio al Giubileo straordinario voluto dal Papa. Questo è il Giubileo della Misericordia, finalizzato a disegnare un nuovo volto di Dio, non in chiave paternalistica, né pastorale, ma con la capacità di capire l’altro, di ascoltarlo, aiutarlo, facendosi carico dei suoi bisogni. Papa Bonifacio VIII promulgò nel 1300 il primo grande Giubileo, mentre Alessandro VI, due secoli dopo, ne fissò il rituale. Soprattutto in L’Aquila, a chi nei giorni 28 e 29 agosto visita il complesso di Santa Maria di Collemaggio, viene concessa l’indulgenza plenaria. Nel profilo storico ogni Giubileo è una manifestazione liberatoria, affrancante. Vi è, però, una evoluzione storica nel processo di risignificazione dei Giubilei; negli ultimi, soprattutto in quello dell’anno 2000, ma anche per l’apertura della Porta santa nella Cattedrale di Bangui, il disegno emergente è quello di trasformare il Giubileo da prassi latina in evento mondiale, finalizzato a superare la globalizzazione dell’indifferenza e ad affermare la sobrietà. Il più celebre e insuperato documento ecclesiale, relativo alla dottrina sociale della Chiesa, è ancora oggi la . Rerum Novarum di Leone XIII (1891). Questa enciclica vede nel lavoro l’esercizio dell’attività dell’uomo, e cioè quasi un’espansione della sua personalità, e prevede che il salario consenta all’operaio di vivere con qualche agiatezza. Frequentemente è condannata da Papa Francesco l’economia dell’esclusione e dell’iniquità. Vari, recenti interventi, mettono in evidenza la crisi mondiale che investe la finanza e i problemi di un’economia che manifesta evidenti squilibri. Di qui tutte le motivazioni per conferire un respiro mondiale al programma giubilare, che potrebbe subire adeguamenti anche con l’adozione di documenti significativi sulle tematiche sociali. Sul tema della condizione giovanile, soprattutto, è necessario un maggior coordinamento internazionale delle politiche macroeconomiche e una elevata concertazione nazionale sulle politiche attive del mercato del lavoro; le istituzioni pubbliche debbono risolvere i problemi emergenti dall’economia informale, per uscire dalla quale urge elevare il livello di competenza e di produttività delle persone; su questa linea si muove anche il prestigioso World Employment Report. È auspicabile, in definitiva, un nuovo umanesimo in grado di affermarsi e di interloquire con il mondo della cultura e della società contemporanea, perché un adeguato sistema educativo diventi patrimonio culturale di tutti, con la capacità di cogliere le emergenti novità nella formazione dei giovani. Più volte i Giubilei hanno impresso segni tuttora evidenti nello sviluppo urbano; all’Aquila si avverte l’esigenza di rendere ancora più celere e sicura la già avviata ricostruzione e di ripristinare nei tempi programmati l’agibilità del complesso museale di Collemaggio. Tutti dobbiamo impegnarci perché il 20 novembre prossimo, al termine dell’Anno santo, vi siano nuove prospettive di progresso e di pace. *(già Provveditore

agli Studi dell’Aquila)

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