Zichichi: i laboratori li ho progettati bene, gli errori sono di altri

11 Ottobre 2019

Lo scienziato padre della struttura sotto il Gran Sasso ha parlato agli studenti: «Siate ambasciatori della scienza»

L’AQUILA. Per gli aquilani Antonino Zichichi è soprattutto il padre del Laboratorio di Fisica nucleare del Gran Sasso, operativo ormai da più di 30 anni. E Zichichi non si è sottratto ai cronisti – che lo attendevano ieri mattina nell'aula magna della facoltà di Ingegneria a Monteluco di Roio – che chiedevano il suo parere sulle recenti inchieste giudiziarie relative all'inquinamento delle falde acquifere causato dall'attività del Laboratorio.
«Il progetto che io ho fatto è senza errori», ha detto lo scienziato, «se poi qualcuno nel realizzarlo ha sbagliato qualcosa questo non lo dovete chiedere a me, se errori ci sono stati saranno gli organismi preposti ad accertarlo». Zichichi con i giornalisti non ha parlato della recente polemica con i climatologi che hanno lanciato l'allarme sul cambiamento climatico in corso ma, rispondendo alle domande del pubblico ha ribadito: «Nessuno riuscirà mai a scrivere una formula semplice che descrive il clima, non c'è dubbio su questo, quindi chi dice il contrario non sa di cosa parla».
In un'aula magna stracolma di studenti, docenti, personalità della scienza e della cultura, Antonino Zichichi ha parlato per quasi un'ora, centellinando parole e concetti. La platea ha ascoltato in un “religioso” silenzio. Lo scienziato ieri è giunto all'Aquila per partecipare all'incontro “Sostenibilità e resilienza”, organizzato dalla Società italiana della scienza e dell'ingegneria (Sidsi) ed è stato accolto dal direttore generale Sidsi, Davide Cavuti, dal pro rettore dell'Università dell'Aquila Pierluigi De Berardinis, dal rettore del Gssi, Eugenio Coccia, da alcuni membri del Comitato scientifico Sidsi fra cui il presidente Enzo Chiricozzi, professore emerito di macchine elettriche all'Università dell'Aquila, e Gianfranco Totani, docente di Ingegneria geotecnica e membro di importanti istituzioni internazionali. Zichichi prima della lectio magistralis ha ricevuto il premio “Scienza giovani 2019” per «l'instancabile attività di comunicatore della cultura della scienza». Lo scienziato ha fatto un appello agli studentii: «Dovete diventare ambasciatori della scienza». Potrebbe sembrare uno slogan scontato ma, dopo aver ascoltato la lectio, la frase è apparsa carica di significati. Zichichi ha parlato di molte cose, la gran parte ostiche a chi non ha un minimo di padronanza scientifica. Alcuni concetti però sono stati chiari e a volte persino sorprendenti quando, per esempio, ha parlato di un «supermondo» in cui ci sono ben 43 dimensioni, quindi molte di più delle tre (quattro con quella del tempo) che conosciamo. Si è poi soffermato sul ruolo dello scienziato che, secondo Zichichi, deve essere molto umile e soprattutto deve risolvere una questione alla volta. «Prima di Galileo si pensava», ha detto, «che per trovare soluzioni ai problemi bisognava conoscere tutto, oggi noi sappiamo che non è così». Zichichi non ha risparmiato una stoccata alla contemporaneità: «La cultura di massa è una cultura pre-aristotelica. Pensate che nel mondo miliardi di persone credono ancora agli oroscopi. Solo in Cina, dopo che hanno letto un mio libro, gli oroscopi sono stati aboliti per legge».
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