Zingaretti: asse con Roma

21 Giugno 2017

Il governatore del Lazio a sostegno di Di Benedetto: l’aeroporto? Se ne può parlare

L’AQUILA. Ha colto nel segno la proposta del candidato sindaco del centrosinistra, Americo Di Benedetto, sull’aeroporto di Preturo come «secondo scalo di Roma».
«La leggo come una volontà di trasformare questa voglia di vicinanza e questa amicizia, tra queste comunità vicine, in una prospettiva di sviluppo», sono le parole del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenuto ieri a sostegno di Di Benedetto, in vista del ballottaggio di domenica, nella sala conferenze dell’Ance. insieme al vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli. «C'è una grande verità: ci sono i confini tra le Regioni e i Comuni, ma ci sono potenzialità da coltivare, in una comunanza di destini e modi di vivere», ha spiegato ancora Zingaretti. «Quella dell’aeroporto è un’idea, studiamola».
Lo scalo di Preturo fa parte di uno dei tre punti essenziali sui quali porrà il suo obiettivo il candidato sindaco del centrosinistra: collegamento strategico; sviluppo; centralizzazione del servizio Paese (Casa Italia) su L’Aquila e Comuni del cratere.
BACCHETTA MAGICA. «Io non do soluzioni, perché non ho la bacchetta magica», ha detto Di Benedetto, nella conferenza stampa nel suo comitato elettorale di via Vicentini, prima dell’incontro con Zingaretti. «Sarei un disonesto a caccia solo di voti. Ho però delle idee, che non sono frutto della mia immaginazione, ma delle potenzialità di questa città, che deve ambire alla crescita. Io credo in quello che dico, perché ci sono le condizioni per attuare concretamente i progetti che ho in mente. Altrimenti si galleggia, ma non si ha lo slancio giusto».
GIUSTA AMBIZIONE. «Chi vuole investire su di noi, sull’Aquila, è a Roma. Ma dobbiamo avere piani concreti e idee chiare. Dobbiamo essere ambiziosi. Il primo è il collegamento con la capitale: abbiamo già un progetto, messo nero su bianco, per la metro di superficie che può far arrivare i romani all’Aquila in un’ora e gli aquilani nel cuore di Roma in altrettanto tempo. Lo so che se ne parla da 20 anni, ma ora è il momento propizio ed è l’unica possibilità di sviluppo dell’Aquila», ha sottolineato il candidato sindaco. «È un collegamento strategico. Se non ci presentiamo bene, nessuno viene a investire da noi. Il tutto va raccordato con la viabilità stradale cittadina, come il pargheggio di Collemaggio; ma anche ferroviaria, con le nuove stazioni di San Gregorio, per la zona Est, e Sassa, per quella Ovest».
«L’aeroporto di Preturo fa parte di questo progetto. Secondo o terzo aeroporto di Roma? Potrebbe comunque essere uno scalo commerciale e avere una prospettiva in caso di soppressione dell’aeroporto di Fiumicino. Forse non succederà, ma dobbiamo essere pronti a cogliere eventuali opportunità».
CASA ITALIA. «In Comune abbiamo il problema dei precari che sono stati assunti e quelli che lo saranno entro il 2020. Questi hanno professionalità e competenze in fatto di ricostruzione. Il governo per ora ci ha esclusi da Casa Italia, ma chiederemo di portare la gestione di questo aspetto del Paese all’Aquila e nei comuni del cratere, proprio perché qui dovremo affrontare il problema, prima o poi, di questi dipendenti a tempo determinato, mentre Casa Italia ha quello di creare da zero una struttura. All’Aquila è già pronta e può diventare un servizio centralizzato per tutta l’Italia», ha spiegato Di Benedetto. «Anche questo è un progetto ambizioso e bisogna provarci».
GIOVANI DA CRESCERE. «Tutto ciò in una parola vuol dire sviluppo. Significa creare prospettive per i giovani, evitando l’emigrazione e lo spopolamento», ha proseguito il candidato del centrosinistra. «In questo modo riusciremo ad aprire spazi per il lavoro e possiamo rendere appetibile la città. Ad esempio agli studenti, migliorando il trasporto pubblico, soprattutto se ci sarà il passaggio di Ama a Tua, l’azienda regionale (ex Arpa) di cui il Comune sarà socio e avrà anche potere di controllo e decisionale».
PROGETTO CASE. In questo discorso il Progetto Case ha un ruolo fondamentale. «Non è un problema semplice, quello delle case antisismiche», ha detto Di Benedetto. «Dobbiamo trovare prima un’intesa politica e poi vedere tecnicamente come agire. Alcune piastre dovranno essere demolite, altre potranno essere recuperate e migliorate, in modo da renderle appetibili anche agli studenti. C’è un discorso in piedi con l’Adsu e ce n’è uno anche con l’Ater, che potrebbe rinunciare a ricostruire le sue abitazioni e prendere in gestione una parte del Progetto Case. Una parte potrebbe essere alienata. Le bollette? Sono un problema e sarà, insieme alle scuole, tra i primi che affronteremo».
MODELLO L’AQUILA. Parole di elogio alla ricostruzione dell’Aquila del post terremoto 2009, sono arrivate da Zingaretti nel suo incontro con Di Benedetto. «Quello che state realizzando qui all’Aquila è un modello a cui guardare. Anche dal punto di vista politico», ha sottolineato il presidente della Regione Lazio.
E poi, una valutazione sullo schieramento: «La coalizione di Di Benedetto è fatta di tanti, di diversi, e di solidali ed è per questo che è vincente», ha concluso Zingaretti.
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