Zona di pericolo, scartato il taglio del 50%

16 Febbraio 2023

Nella riunione in prefettura non passa l’ipotesi che prevede la realizzazione dei bunker

AVEZZANO. Nel corso del vertice in prefettura si è ipotizzata anche una riduzione dell'area a rischio. Il raggio di evacuazione, come osservato dagli artificieri, sarebbe potuto essere ridotto fino al 50% con la realizzazione di opere di contenimento, tipo bunker, per le quali però ci sarebbero voluti almeno 20 giorni. Ipotesi, dunque, scartata per i tempi.
L’operazione si articolerà in quattro fasi, come spiegato dagli esperti. La prima riguarda la rimozione dei congegni di attivazione, ovvero le due spolette, che avverrà sul luogo del ritrovamento all’angolo tra via Opi e via Cupello. Una volta completata la rimozione l'ordigno diventa molto meno pericoloso.
Solo dopo il residuato bellico da mille libbre (circa 450 chili), uno dei più potenti mai rinvenuti in Italia, potrà essere trasportato nella cava a Massa d’Albe di proprietà della Celi Calcestruzzi dove gli artificieri del 6° Genio Pionieri di Roma provvederanno alla predisposizione del sito prima di farlo brillare. Anche a Massa d’Albe dovranno essere prese delle precauzioni: occorre un raggio di sgombero di 400 metri e si consiglia di proteggere i vetri degli edifici fino a 340 metri di distanza. Il comandante del 6° Genio ha comunque voluto rassicurare sul fatto che la bomba, rimasta silente per quasi 80 anni, in attesa del 26 febbraio non rappresenta alcun pericolo per la popolazione poiché in assenza di sollecitazioni non può esplodere. (f.d.m.)
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