«Zozzone? Manca la prova» Il giudice annulla la multa

10 Agosto 2018

L’uomo indagato dalla polizia locale che in una busta aveva scovato un bollo auto L’ingiunzione di pagamento impugnata perché la vettura era stata venduta 

AVEZZANO. Non basta la ricevuta del bollo auto per assegnare, senza ombra di dubbio, la patente di zozzone all’uomo accusato di avere abbandonato rifiuti nell’ambiente. Il cittadino sanzionato dalla polizia locale ha impugnato l’ingiunzione di pagamento davanti ai giudici del tribunale di Avezzano e ha ottenuto l’archiviazione del procedimento per carenza di prove. Un solo indizio, infatti, non è bastato a reggere l’impianto dell’accusa. L’uomo era stato sanzionato dopo un controllo anti-busta selvaggia della polizia Locale, mirato ad arginare un fenomeno crescente nei cestini del centro città e nelle periferie, poiché in uno dei contenitori gli agenti avevano trovato rifiuti non smaltiti e una ricevuta del versamento del bollo auto. Quell’indizio ha dato il via alla procedura con il relativo verbale, seguito dopo i termini di legge dall’ingiunzione di pagamento della sanzione per aver smaltito i rifiuti illecitamente. L’uomo ha impugnato l’ordinanza davanti al giudice, dove ha portato a sua discolpa la residenza in altro comune della Marsica e l’atto di vendita dell’auto precedente alla data del bollo rinvenuto nel pattume. Giustificazioni ritenute fondate dal giudice del tribunale di Avezzano che ha così annullato quella sanzione poiché l’accertamento della colpa non era al di là di ogni ragionevole dubbio. La lotta contro l’abbandono dei rifiuti, una vera e propria piaga in città e periferie, quindi, registra una battuta d’arresto. E potrebbe aprire una strada alimentando le speranze dei tanti zozzoni incappati nei controlli a tappeto della polizia locale che negli ultimi mesi hanno emesso oltre un centinaio di multe, in prevalenza nei condomini dell’area nord della città. Qui, però, gli accertamenti effettuati dal nucleo edilizia e ambiente guidato dal capitano Adriano Fedele, in sintonia col comandante Luca Montanari e con l’ausilio degli operatori della Tekneko, la società di raccolta dei rifiuti solidi urbani in città, sono stati a più ampio raggio e cioè con la verifica dell’iscrizione a ruolo e del ritiro dei mastelli degli smaltitori illegittimi. Tanti indizi, quindi, che equivalgono a una prova, per avere tutte le pezze d’appoggio per le sanzioni emesse, anche in eventuali contenziosi davanti ai giudici in tribunale. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.