«È a rischio il futuro del centro di autismo» Appello dei genitori
Celano, familiari allarmati: «Così gravi regressi per i ragazzi» Da quasi tre mesi si attendono i fondi da parte della Regione
CELANO. In attesa dei finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare dalla Regione, 17 ragazzi autistici rischiano di dover abbandonare le terapie alle quali si sottoponevano nel centro diurno “La casa dei sogni” di Celano. Negli ultimi tre mesi, sono stati i genitori a coprire le spese del servizio ma i costi sono altissimi e per molte famiglie la situazione è diventata insostenibile. Ed è per questo che arriva l’appello alla Regione a sbloccare la situazione e ripristinare i fondi per il proseguo del servizio. «Le spese sono molte alte e non siamo in grado di poter andare avanti a lungo», scrivono i genitori in una lettera indirizzata a Palazzo Silone. Si tratta, spiegano gli stessi familiari dopo un confronto con alcuni esponenti della Regione, di un errore dovuto a una comunicazione errata riguardante il numero di utenti ospitati dalla Casa dei sogni, gestita dalla fondazione “Oltre le parole” di Celano. «La Regione», proseguono le famiglie, «ci ha garantito che presto avrebbe stilato e approvato una delibera integrativa per fornire il budget necessario». Ma finora ancora nulla. L’ente finanzia altri due centri diurni per l’autismo: uno ad Avezzano e l’altro a Capistrello. Entrambi risultano però finanziati. La fondazione “Oltre le parole” ha in carico 17 ragazzi autistici provenienti da tutta la Marsica più altri 20 inseriti in lista di attesa. Lo stop ai finanziamenti, che si protrae dallo scorso 1 gennaio, rischia di compromettere i progressi registrati fin qui dai pazienti: «Un’interruzione delle terapie», sostengono ancora i familiari, «porterebbe a gravi regressi» per gli stessi ragazzi, alcuni anche in età ormai adulta. Da qui è scattata la mobilitazione: «Per non fare interrompere le terapie e per non far mettere in cassa integrazione i terapisti che lavorano con gli utenti», aggiungono, «abbiamo chiesto alla fondazione di andare avanti con le terapie intervenendo economicamente, convinti che sarebbe stato per poco tempo viste le rassicurazioni che venivano dai dirigenti e dai rappresentanti della politica regionale». Ma lo stallo è ancora in essere e le cose, come scandiscono i genitori, «non stanno andando come previsto». Un problema che troverebbe soluzione con l’approvazione della delibera per ristabilire il budget alla cooperativa celanese che gestisce il servizio.
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