È allarme negozi chiusi Donatelli: cambiare rotta

24 Novembre 2018

Il presidente Confcommercio s’appella al sindaco: «Riscoprire la concertazione» Decine le attività sfitte. Si chiedono interventi su fisco, parcheggi e viabilità

AVEZZANO. Centro urbano «in declino» con decine di vetrine «trasformate in spazi per la pubblicità» o con cartelli vendesi o affittasi: Confcommercio lancia l’allarme «sull’impoverimento del cuore pulsante dell’economia locale» e sollecita il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, a «riscoprire la concertazione. Vogliamo partecipare a rendere la città più accessibile nel quotidiano», afferma il presidente Confcommercio, Roberto Donatelli, a nome del direttivo, «impegnandoci anche sui temi di viabilità e sosta. Siamo stufi di vedere usare le vetrine dei negozi sfitti come gallerie d’arte. Vogliamo condividere proposte fattive e concrete in un confronto costruttivo che metta al centro tutte le soluzioni utili per il bene della città».
A partire dal Piano regolatore generale, con l’aggiunta di «uno specifico piano del commercio. La revisione del Prg», aggiunge Donatelli, «può essere un’opportunità per rivedere il centro urbano, produrre sviluppo e migliorare la sicurezza. Vogliamo partecipare per confrontarci a discutere le proposte nel metodo e nel merito».
Confcommercio, quindi, spinge affinché il «futuro della città» prenda forma attraverso un confronto ampio.
«Considerate le notissime difficoltà dei commercianti», sottolinea Confcommercio, «derivate dalla crisi dei consumi che purtroppo, persiste, riteniamo che il nostro centro urbano merita molte attenzioni e le soluzioni per limitare i danni si possano inquadrare attraverso una concertazione fra l’amministrazione e le associazioni sicuramente fondamentali per una programmazione mirata verso le attività produttive. Per centrare l’obiettivo comune della rigenerazione urbana occorrono iniziative condivise, nonché analisi comuni di problemi e soluzioni possibili. È quello che la nostra organizzazione chiede da tempo, consapevole che non basta l’impegno delle associazioni o delle imprese, ma la partecipazione attiva di tutte le forze della città, cosi come è necessaria una rinnovata apertura al dialogo e al confronto, partendo da analisi concrete e oggettive». Anche per arginare la grande distribuzione che, insieme alla rete, rappresenta la minaccia letale per le piccole attività, «la vera spina dorsale dell’economia locale, senza eccezioni. Purtroppo», conclude, «per motivi politici e fiscali, si tende sempre più a favorire la grande distribuzione, anche nella Marsica. Ecco perché bisogna riaffermare l’importanza del ruolo dei corpi intermedi che si rendono interpreti delle istanze delle imprese nei confronti degli interlocutori politici per ridare centralità alla progettualità sui centri urbani e dei negozi di vicinato in chiave attuale e futura».
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