È di Navelli l’uomo che diede la caccia a Pancho Villa

4 Novembre 2018

NAVELLI. È Angelo Cimetta, l’abruzzese divenuto famoso per avere dato la caccia a Pancho Villa.Nato a Navelli nel 1896, poi fortunato imprenditore nella ristorazione, Cimetta è stato “riscoperto” da...

NAVELLI. È Angelo Cimetta, l’abruzzese divenuto famoso per avere dato la caccia a Pancho Villa.
Nato a Navelli nel 1896, poi fortunato imprenditore nella ristorazione, Cimetta è stato “riscoperto” da Geremia Mancini, presidente onorario degli “Ambasciatori della fame”.
«Angelo Cimetta nacque a Navelli, il 19 dicembre del 1896. Il piccolo Angelo studiò nel suo paese e, nonostante bambino, aiutò la madre nel lavoro dei campi. In padre era emigrato per gli Stati Uniti nel 1895 ed aveva trovato lavoro in una fabbrica di Boston, nel Massachusetts. Solo nel 1911 il padre, Carmine, conquistata una buona solidità economica, fu in grado di tornare a Navelli. Nello stesso anno ripartì per l’America ma, questa volta, con tutta la famiglia. I Cimetta giunsero ad Ellis Island», racconta Mancini, «dopo aver navigato sul piroscafo “Venezia”. Anni dopo Angelo fu chiamato a vestire la divisa dell’Esercito degli Stati Uniti. Fu arruolato nel “6th Field Artillery Regiment”. Quando fu organizzata la “Spedizione contro Pancho Villa” ( dal 14 marzo 1916 al 7 febbraio 1917) il suo reggimento fu inviato in Messico. Nell’operazione militare condotta dagli Stati Uniti, Angelo Cimetta, combatté sotto il comando dell’allora giovane tenente George Patton (famoso per aver condotto, durante la Seconda guerra mondiale la “campagna di Sicilia”). Gli fu accanto, in particolare, quando Patton diede la caccia a Pancho Villa sui monti sopra a Chihuahua. Intanto in Europa si combatteva la Prima guerra mondiale. Quando gli Stati Uniti decisero di entrare in guerra, Angelo Cimetta con il suo reggimento fu inviato in Francia. Fu ferito ben sei volte e combatté con grande coraggio», scrive Geremia Mancini.
«Ricevette riconoscimenti da Francia, Italia e naturalmente Usa. Tornato in Massachusetts si dedicò, come imprenditore, nella gestione di vari locali.
Nel 1931 sposò l’italo-americana Anna Rippucci dalla quale ebbe quattro figli: Carmine, Joseph, Angelo Jr. e Madeline. Stabilì definitivamente la sua residenza nella cittadina di Medford, situata a poche miglia a Nord di Boston. La figlia Madeline sposò Edmund F. LeBlanc. Un loro figlio Edmond F. studiò alla Newton North High School e conseguì la laurea in contabilità alla Bentley University. Lavorò per diversi anni come consulente di formazione professionale per Phillips Medical Equipment, ad Andover», conclude Mancini.